Verifiche in corso per trovare una soluzione utile a non arrestare il lavoro della cancelleria delle espropriazioni immobiliari presso il Tribunale di Trani. L’ufficio, come è noto, è allocato nei tre locali sequestrati lo scorso 6 gennaio, per problemi di staticità, al piano superiore di palazzo Gadaleta.
Come si ricorderà, quella mattina la Polizia locale ha eseguito il sequestro probatorio di sei locali dell’immobile comunale di piazza Trieste, perché dichiarati pericolanti in una relazione tecnica alla base del decreto di sequestro firmato la sera precedente dal procuratore aggiunto Francesco Giannella.
Ebbene, i problemi maggiori riguardano gli uffici al primo piano dell’immobile, fino al giorno predente pienamente attivi e molto frequentati perché riferimento di tutti i pignoramenti immobiliari, tra strutture requisite ed altre in vendita. Nei locali sigillati vi sono postazioni telematiche e fascicoli al momento totalmente inaccessibili, almeno fino a quando non saranno stati compiuti i prescritti strutturali che rimuovano i pericoli per la pubblica incolumità. Ed allora, come si svolgerà da oggi l’attività giudiziaria di quella parte di uffici giudiziari? Quali saranno i disagi e come si intenderà porvi rimedio?
A quanto s’è appreso, si sta già provando a trovare una soluzione utile a non determinare pesanti disagi. Sembra che vi sia la disponibilità di un’aula d’udienza, nello stesso palazzo Gadaleta, presso cui trasferire postazioni e fascicoli dalle stanze sequestrate. Si parla anche di alcuni locali al piano terra di palazzo Carcano. In entrambi i casi, sarà la commissione di manutenzione ad operare le opportune valutazioni, ma prima, servirà che la procura accordi al presidente del tribunale l’accesso momentaneo ai locali sequestrati con il solo fine di trasferire ad altra sede quanto in essi contenuto. Se ne saprà di più nelle prossime ore.
Nel frattempo, il sindaco, Pinuccio Tarantini, ieri si è espresso per la prima volta in merito al sequestro operato dalla Polizia locale: «Non posso dire che me l’aspettassi – dichiara il primo cittadino nell’intervista rilasciata a Radio Bombo -, ma le ripetute segnalazioni da parte del presidente del tribunale avevano sicuramente rappresentato un campanello d’allarme sulle condizioni non ottimali di quell’immobile. Ricordo anche i continui lamenti dei dipendenti sulle condizioni dei loro ambienti di lavoro, e tuttavia le doglianze terminarono quando si ipotizzò il trasferimento di parte del tribunale in altro immobile lontano dal centro storico. Ci fu una levata di scudi e tutto rimase così com’è, pero i problemi emersi oggi lasciano intendere che quelle lamentele non erano il frutto di capricci, ma di nodi oggettivi oggi venuti al pettine».
Dal decreto di sequestro si legge che adesso bisognerà compiere delle verifiche urgenti «ed è chiaro che andranno fatte – sottolinea Tarantini - con i locali non occupati da persone. Probabilmente si avverte ancora l’onda lunga della tragedia di Barletta e si è mossa nel solco della più rigida prevenzione di ogni possibile evento negativo, tanto più che qui siamo in presenza di locali pubblici».
