Nello stesso spazio che fu del dott. Mario Schiralli, già direttore della Biblioteca Comunale di Trani, oggi ritroviamo il Presidente del consiglio provinciale e consigliere comunale Gigi Riserbato.
Dal manifesto che ci creava mal di testa per quanto fosse contorto al manifesto che lascia spazio a tutta la nostra fantasia. Ci offre persino lo spunto per pensare ad una classifica tra i manifesti più brutti e quelli più "innovativi".
"Scrivi il tuo sogno per Trani", poi magari un giorno passerà qualcuno a raccogliere tutto quello che vi è scritto e lo tradurrà in programma politico.
Per il momento ci siamo passati noi dinanzi e abbiamo trovato solo un "sogno" nel cassetto di qualche studente del Liceo Classico o della scuola Giustina Rocca: "Distruggere una scuola". Pensando al dimensionamento scolastico qualcuno potrebbe prendere per buona questa idea ed attuare una "riforma orizzontale" tra le scuole di Trani: raderne al suolo una o più di una. Oppure potrebbe proporre un istituto scolastico unico come per l'ospedale o una scuola unica per un maestro unico, come la Gelmini (una prece) aveva bizzarramente ipotizzato. Una scuola senza periferie posizionata al centro perfetto della città, ed un bus speciale per i residenti nel quartiere Stadio: sarebbe troppo facile giustificarsi per il ritardo con "era chiuso il passaggio a livello".
Uno sfondo azzurro e un quadrato bianco, a richiamare i colori del mare e della nostra città, salvo capire se i colori del mare e la città risponderanno. Riserbato si prepara per le prossime amministrative ma, in questo manifesto, non si capisce bene per quale carica. Ed anche il quadratino vicino al nome è bianco: doveva esserci il simbolo di un partito?
Mentre tutti i problemi della città vengono da noi ignorati (questo ci fu rimproverato) noi ci preoccupiamo dei manifesti che sono sparsi per la città. "Tu deleghi un partito che sceglie una coalizione che sceglie un candidato che tu non sai chi è e che tu deleghi a rappresentarti per 5 anni e che se lo incontri per strada lui ti dice giustamente: lei non sa chi sono io", era questa la democrazia per Gaber e i cittadini non hanno che la possibilità di "conoscere" i propri rappresentanti politici tramite questi manifesti. Lungi dall'avere la penna pungente di Aristarco Scannabue ci prendiamo poco sul serio e... mettiamo a nudo il manifesto.
d.d.
