Per Giustiniano nomine sunt consequentia rerum, i nomi rappresentano le cose. Anche se nel nostro tempo si è soliti, non son certo se per odio o per amore, coniare eufemismi, suoni migliori per i nostri orecchi, le cose rinominate restano sempre belle, brutte, piacevoli o dolorose come sono. Politica deriva da polis che significa città e già Aristotele parlava di politica come amministrazione della città per il bene di tutti. Chiunque, quindi, è un politico nel momento in cui ama la città e lavora per il suo bene e per quello di tutti i suoi cittadini. Affermare che si odia la politica equivale ad affermare che si odia la città o se si afferma che si odia il politico vuol dire che si odia chi se ne voglia occupare per il bene di tutti. Ci sono politici corrotti e disonesti ma ci sono anche uomini ladri ed assassini ma non per questo possiamo dire di odiare tutti gli uomini. Odiando la politica o tutti i politici e non occupandocene o non andando a votare, facciamo un gran favore proprio ai politici corrotti e disonesti che usano la politica per scopi personali, gli elettori come idioti da comprare con buoni per la benzina e le giuste cause come salvadanai da rompere più o meno in prossimità di competizioni elettorali.
Ieri 11 gennaio 2012 abbiamo protestato contro la chiusura del nostro ospedale ed io c'ero. Spesso ho rilasciato dichiarazioni su questo argomento e mi sono sempre schierato per un ospedale unico, funzionante, che non costringesse i cittadini più sfortunati, gli ammalati, a penose e dolorose via crucis per la nazione. Ieri protestavamo non per restare in una condizione comunque non ottimale di piccoli ospedali da quartiere, non per spinte campanilistiche ma per motivi tecnici e scientifici perché se è vero, come dice qualche politico più informato, che non ci sono i soldi per costruire un ospedale nuovo, non si capisce bene quale sia il fattore tecnico-scientifico che fa prediligere altri ospedali, evidentemente meno strutturalmente efficienti, al nostro, dove peraltro sono stati fatti già degli investimenti che diventerebbero soldi nostri gettati al vento.
Ai cittadini di Trani chiedo umilmente maggiore partecipazione quando si protesta per un fatto che riguarda tutti. Dobbiamo far sentire la nostra voce, non dobbiamo fare inutili e sterili proteste solo quando ci sbattiamo la testa in prima persona, quando chiamiamo il 118 o ci rechiamo al pronto soccorso e protestiamo contro gli operatori per cose che non dipendono dal loro lavoro. Ai politici che abbiamo votato, presenti ieri in pompa magna, gridiamo la nostra protesta, chiediamo di spiegarci perché solo ora protestano con noi mentre fino ad ora o non hanno fatto nulla per evitare che si arrivasse a questo scempio o non sono stati capaci di farlo.
In entrambi i casi credo sia ora, per chi non ha amministrato la polis, la città per il bene di tutti, di andare a casa ad occuparsi di altro. Interessiamoci direttamente della nostra città, non deleghiamo soltanto, controlliamo, chiediamo spiegazioni. La città è nostra. Di tutti. Non possiamo permettere che il bene di tutti i cittadini sia subordinato a quello di pochi.
Rino Negrogno
