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L'avvocato del Comune di Trani trasferito alla Pm. Dipenderà da uno dei dirigenti alle cui stabilizzazioni si era opposto (aggiornato)

Trasferito con decorrenza immediata alla Polizia locale, alle dipendenze del dirigente alla cui stabilizzazione si era opposto. Questo il destino amministrativo scelto per l’avvocato Michele Capurso, del quale si è disposto il trasferimento dall’Ufficio legale del Comune, che per il momento resta sprovvisto di un responsabile, al settore contenzioso della sesta ripartizione.
La decisione pare evidentemente legata al clima a dir poco teso determinatosi intorno alla vicenda delle mancate trasformazioni dei rapporti i lavoro di Giuseppe Affatato e Antonio Modugno da tempo determinato a tempo indeterminato. Capurso aveva scelto di combattere quell’orientamento della giunta comunale in tutti i modi legittimamente a lui consentiti: con note formali a sindaco, segretario generale e dirigenti, ma anche partecipando alla stampa i suoi documenti e, dunque, ponendo ripetutamente il problema all’attenzione dell’opinione pubblica.
Come è noto, la stabilizzazione non andrà in porto attraverso l’istituto della conciliazione, al quale Capurso si era opposto, ma dovrà passare per una convenzionale causa di lavoro proposta dai dirigenti nei confronti del Comune, che dovrà resistere in giudizio come invocato dal suo avvocato.
Ma nel frattempo si erano definiti i provvedimenti del governo cittadino in risposta alle azioni intraprese dal responsabile dell’avvocatura comunale. In primo luogo, le formali contestazioni del dirigente della seconda ripartizione Luca Russo. Poi l’istituzione dell’Ufficio procedimenti disciplinari, affidato al direttore di ragioneria, Domenico Guidotti, che presto convocherà Capurso per la prima udienza. Infine, e soprattutto, una delibera in cui la giunta anticipa l’insorgere di una formale vertenza con l’avvocato Capurso, al punto da prepararsi al conferimento di incarichi professionali presso alcuni legali al fine di assistere all’uopo l’amministrazione ed il dirigente.
E nella relazione allegata a tale provvedimento, a firma dell’assessore al contenzioso Giuseppina Chiarello, si legge testualmente che l’avvocato Capurso «già nel recente passato si è segnalato per taluni atteggiamenti anomalie non relazionabili al ruolo da questi ricoperto e che l’amministrazione comunale non ha condiviso ma che, anzi, ha pubblicamente disconosciuto anche mediante conferenza stampa da parte dello stesso assessore al contenzioso».
Poco più avanti la stessa delibera dà atto che «risultano più situazioni che denotano da parte del predetto legale un atteggiamento non consono ed adeguato alla qualifica ed al ruolo ricoperto, oltre che scarsamente collaborativo nei riguardi del dirigente di riferimento, tale in ogni caso da poter arrecare danni all’attività ed all’immagine dell’amministrazione comunale».
Di diverso tenore, peraltro, appaiono le motivazioni che inducono il comandante Modugno ad “accogliere” l’avvocato Capurso sotto il tetto della Polizia locale. Il dirigente parla di «grave situazione nella quale si trova l’Ufficio contenzioso che provvede, all’interno della sesta ripartizione, alla gestione dei ricorsi giudiziari ed amministrativi avverso le sanzioni per violazioni al Codice della strada».
Succede così che «tale ufficio dispone attualmente di una ridotta dotazione organica e, quindi non è in grado di fare fronte in modo adeguato ai numerosissimi ricorsi che attualmente pendono insoluti in quanto carenti di adeguata istruzione, e che sovente non sono seguiti nella complessa procedura davanti al magistrato competente».
E tutto questo perché si è accertato che manca «un legale in grado di svolgere per tempo e con la dovuta competenza le complesse procedure previste, interfacciandosi in modo adeguato con gli ufficiali del Corpo di polizia locale nonché con i magistrati competenti».
Va da sé, quindi, che la figura professionale idonea e disponibile, nella pianta organica comunale, è proprio l’avvocato Capurso, «che è abilitato allo svolgimento della professione forense anche presso le magistrature superiori, ha maturato già una notevole esperienza presso il nostro ente e, pertanto, può con la sua attività e competenza costituire un efficace riferimento all’interno della stesa ripartizione». Da qui il trasferimento immediato dall’Ufficio legale comunale a quello del contenzioso della Polizia locale.
Da «scarsamente collaborativo» ad «efficace riferimento», si consuma così la nuova mossa dell’amministrazione comunale sulla scacchiera della guerra fredda con il suo avvocato. E la partita appare ancora lunga.

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