"Na bàuna megghiàere, face nu bùene maròeite", andrà in scena a partire da domani, martedì 17 gennaio e fino a venerdì 20, presso il teatro Impero di Trani, grazie al lavoro della compagnia Mimesis.
Nell'epoca in cui internet regna sovrano, dove le comunicazioni avvengono attraverso mail, sms e social network che, da una parte sono il risultato di un miglioramento ma dall'altra ci strappano la soddisfazione di esprimerci guardandoci negli occhi, portare in scena una commedia in dialetto può sembrare anacronistico.
Non è così: il dialetto fa parte del bagaglio culturale che ognugno di noi porta sulle spalle ed è l'impronta che segna il nostro far parte di un certo luogo, di un certo tempo e che ci assimila e ci pone nel posto preciso della nostra storia personale. Il dialetto rappresenta la nostra etichetta, le nostre radici, la nostra carta d'identità.
Il dialetto inteso come lingua è il mezzo che identifica tutto: i soprannomi, i rioni, le località, il dialetto dà nuova forma alle parole, riesce a rendere l'idea prima ancora di ridurla in termini precisi, a volte armonizza e a volte indurisce. Il dialetto è l'espressione di un popolo, è come un abito fatto su misura, è come una spugna che assorbe fatti, episodi, luoghi, persone e che restituisce fatti, episodi, luoghi con un'anima.
