«Sono ormai due giorni che la mia mente non fa altro che pensare a questa brutta storia. Su quella nave sarei dovuto esserci anch'io, ma sono andato via sei giorni prima del disastro».
Comincia così il racconto di Nico Di Micco, animatore tranese che a bordo della Costa Concordia affondata all’isola del Giglio era stato la crociera precedente.
Radio Bombo lo ha raggiunto e vi propone l’intervista con lui, corredata da immagini. «Posso dire solo una cosa – è il suo commento -: noi ragazzi, a volte lavoriamo anche dodici ore al giorno per offrire un servizio 'eccellente', o per lo meno per regalare dei sorrisi e momenti a gente che sceglie di trascorrere una vacanza in crociera. Io faccio l'animatore e credo nel mio lavoro, ma tutti, dai camerieri ai tecnici, dai musicisti ai ballerini, dai cuochi ai cabin steward, dai baristi a tutta la gente che non si vede, cercano di dare il massimo ogni giorno. Anche se è una scelta, noi scegliamo di vivere e consumare la nostra vita a bordo, lontano dalla famiglia, da una fidanzata e dagli amici veri, rinchiudendoci in un mondo a parte. Il naufragio? Salvare 4234 persone non è assolutamente un gioco per persone che sono li a fare il loro lavoro, un lavoro che non è salvare la gente, ma intrattenerla o servirla ai tavoli. Sicuramente facciamo parte delle procedure di sbarco in casi d'emergenza, però io e tanti altri abbiamo vent’anni, e quando una bestia del mare si piega su se stessa chiunque può vivere dei momenti di panico. Ma non possiamo accettare che si dice che l’equipaggio è stato disorganizzato e non preparato: è una violenza a noi che il nostro lavoro lo svolgiamo sempre nel migliore dei modi. Pace per le vittime e preghiamo per i pochi dispersi, nella speranza che si possano ritrovare vivi. Forza Giuseppe».
