Trani è piena di storia e di persone che la storia in qualche modo l'hanno scritta. Una mamma che sembra non amare fino in fondo i propri figli. Ieri ricorreva il quarto anniversario della morte del Nunzio Apostolico Mons. Vincenzo Maria Farano. La sua città sembra aver dimenticato questo figlio non dando nessuna rilevanza alla sua figura.
Sulle pagine de Il Giornale di Trani ci siamo già occupati di don Policarpo Scagliarini, l'eroe di Smirne, per il quale è stata intitolata successivamente una via grazie soprattutto alle pressioni di un suo discente, Mauro Scagliarini.
Oggi la famiglia Farano, ma in particolare la nipote di Mons. Vincenzo, Mariantonietta, si sta battendo per ottenere un riconoscimento per suo zio. "Nel giugno del 2008 ho fatto un'istanza presso l'Ufficio toponomastica del Comune di Trani, affinchè potesse essere intitolata una via o una piazza, ma la legge lo prevede solo ai dieci anni trascorsi dalla morte".
Mariantonietta inoltre lamenta una mancanza di attenzione anche da parte del clero tranese stesso, "Cosa hanno fatto in questi 4 anni? Se qualcuno si interessasse potremmo finalmente sfatare il brutto detto Nemo propheta in patria". La signora Mariantonietta ha allegato all'istanza presso l'Ufficio toponomastica, cenni biografici sul Nunzio Apostolico che vi svisceriamo.
Vincenzo Farano nasce a Trani nel 1921 e viene ordinato sacerdote nel 1944, celebrando la sua prima messa nella chiesa di S.Teresa. A Trani predica per 8 anni svolgendo un'intensa attività pastorale promuovendo anche numerose cooperative di contadini e pescatori.
Per sedici anni ha lavorato presso la Segreteria dello Stato Vaticano come responsabile del settore informazione, organizzando la rassegna stampa per il Santo Padre. Nel 1970 viene nominato vice Nunzio Apostolico nelle Filippine, per altri due anni ha vissuto nella ex Jugoslavia.
Esercita la missione come Nunzio in Indonesia ed in Ecuador. Il suo motto, "Credidimus Caritati", ha dato il nome a due case vocazionali in India. Muore a Formia il 17 gennaio 2008 dopo essere stato arcivescovo di Gaeta e di Civitanova.
Durante la sua vita ha incontrato ambasciatori, sovrani, presidenti della Repubblica, ha avuto l'onore di conoscere Madre Teresa di Calcutta e di ospitare in Equador il re di Spagna.
Mariantonietta spera che qualcuno possa cominciare a pensare di dedicare a mons. Vincenzo Farano una strada, una piazza, un istituto, pur di non lasciare che la memoria cancelli la sua storia.
