Nervi tesi fra i comuni di Trani e Bisceglie per la gestione del piano sociale di zona. Soltanto oggi, all’albo pretorio, è apparso il verbale di una riunione di coordinamento istituzionale tenutasi a Trani lo scorso 20 ottobre. Ed in quell’occasione il sindaco di Bisceglie, Francesco Spina, fece la voce grossa rappresentando «la propria preoccupazione in merito ad alcune notizie di stampa – si legge nel verbale - che ipotizzavano l’utilizzo dl risorse dei piano sociale di zona per iniziative ad esso estranee ed attinenti il solo Comune di Trani. Parimenti – proseguiva Spina - si è vissuto con disagio il clamore mediatico suscitato da alcune procedure di affidamento di servizi d’ambito che sarebbero state attivate in distonia con il quadro legislativo e regolamentare di riferimento, determinando una reazione degli operatori del terzo settore, concretizzatasi nella richiesta dl incontro con il coordinamento istituzionale».
Lamentele precise di cui a lungo, infatti, ci si è occupati nei mesi scorsi, nell’ambito di un caso che aveva visto scontrarsi alcuni amministratori a livello mediatico ed le associazioni ritrovarsi compatte a San Luigi in un forum indetto dopo la raffica di gare bandite dall’Ufficio di piano con criteri generalmente non condivisi. Ne sarebbe seguita, infatti, la revoca dei primi bandi e la proposizione di altri, tenendo conto dei “suggerimenti” nel frattempo proposti.
L’assessore al ramo, Giorgia Presen Cicolani, ha replicato al sindaco di Bisceglie parlando di «equivoco, frutto di una risalente commistione tra le iscrizioni contabili riferite alla gestione dei Comune di Trani e quelle riferite all’ambito, gravanti su medesimi capitoli di spesa, e repentinamente risolto mediante ripristino delle disponibilità dl pertinenza del piano sociale di zona»
Il dirigente del Piano di zona, Anna Maria Cianti, ha invece parlato di «strumentalità di molte osservazioni e clamore dalle stesse derivato. In realtà tutte le procedure avviate sono In ottemperanza a quanto disposto dal coordinamento istituzionale del 26 giugno 2011 e sono state revocate per alcuni difetti formali delle determinazioni di indizione, paradossalmente non rilevati da nessuno degli operatori. L’azione dell’ufficio – si legge ancora nel verbale con riferimento alle dichiarazioni del dirigente - è sempre stata ispirata dalla massima trasparenza ed integrità, essendo animata dall’unico intento di dare avvio ai tanti servizi programmati da anni e mal avviati. Forse la foga del fare – riconosceva la dottoressa Cianti , unita all’esiguità delle risorse umane disponibili, può avere determinato alcuni errori cui si è già posto rimedio con la revoca degli atti e la loro rielaborazione secondo canoni di assoluto rigore».
Chiarimenti apparsi non del tutto soddisfacenti al sindaco di Bisceglie il quale «pur prendendo atto ed apprezzando l’impegno profuso per rimediare a possibili errori», ha ritenuto necessario «un momento di verifica congiunta tra le articolazioni organizzative dell’Aabito e quelle dei due Comuni, affinché si possa ripartire con la consapevolezza di avere superato ogni criticità. È quindi auspicabile – ha proposto Spina - che gli indirizzi dati dal coordinamento vengano tradotti in deliberati puntuali che assolvano alle competenze che la convenzione di gestione ed i relativi regolamenti di funzionamento riservano a tale organo. È altresì auspicabile – è stata la sua conclusione - che anche i provvedimenti gestionali siano frutto dì una disamina preventiva da parte delle strutture comunali affinché le stesse possano fornire i necessari apporti tecnico-giuridici, magari compensando quel gap di competenze reclamato dalla medesima dirigente dell’ufficio di piano».
Dichiarazioni ed indicazioni che sono diventate, secondo quanto si legge in chiusura di verbale, un atto d’impegno formale per il dirigente.
