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Corteo pro ospedale di Trani il giorno dopo (1), Pagano: «Svegliati Trani. Sogno di un tranese arrabbiato»

Fra ombre e figure di personaggi non identificabili, comincia il sogno di sabato 21 gennaio 2012.
Mentre all’aria fredda delle prime ore della giornata, prendeva posto un tiepido sole invernale che faceva presagire la buona riuscita della manifestazione contro la chiusura dell’ospedale di Trani, un fiume di gente si dirigeva verso Piazza San Agostino, come se fosse la festa di San Nicola Pellegrino, tanto che diventava sempre più difficile controllare l’enorme corteo che pian piano si andava formando.
Pensate che su cinquantamila abitanti, a casa erano rimasti solo vecchi, ammalati e donne partorienti in attesa di sapere come e dove avrebbero ricevuto le successive cure ospedaliere e dove sarebbero nati i loro figli.
A capo del corteo non c’erano politici, sindacalisti e venditori di fumo, ma un comitato fatto di gente comune che avendo cura della salute della propria città e del suo ospedale si era organizzata in tempo affinché tutti partecipassero spontaneamente.
A quella gente si erano aggiunti i rappresentanti di tutte le associazioni di Trani che per una volta anziché andare sul Comune  a chiedere contributi e patrocini, avevano scelto di testimoniare con la loro presenza, l’importanza di garantire la salute a tutti i Tranesi.
C’erano finanche quelle persone (cosidette in o con il naso all’insù) che pur sfociando pellicce e telefonini dell’ultima moda, avevano scelto la partecipazione popolare anziché la raccomandazione personale per avere quando prima una visita specialistica o una risonanza magnetica.
Suoni di tamburi precedevano il corteo, come se si stesse rappresentando il matrimonio di Re Manfredi, e tutti i negozianti, come segno di adesione e di rispetto alla nobile finalità dell’iniziativa, abbassavano le loro serrande così come avveniva tempo fa quando passava un funerale.
Pie donne seguivano pregando, guidate da religiosi, e grandi e piccini di tutte le parrocchie tranesi facevano sentire le loro voci con canti e suoni civili.
A chiusura del corteo (così come avviene durante le tante processioni cittadine) non potevano mancare le numerose ambulanze delle varie associazioni di emergenza, che con il suono delle sirene facevano notare che il popolo di Trani si era oramai svegliato da quel tepore, da quel dormiveglia che lo aveva caratterizzato per molti lunghi anni.
Ma ad un tratto “driiin, driiin, driiin” suona ripetutamente una sveglia, peccato era solo un sogno (magari fosse vero), e quel risveglio mi ricordava che mi avevano prenotato una visita specialistica per il mese di luglio 2012 presso l’ospedale di Minervino Murge.
Francesco Pagano

Svegliati Trani

Svegliati Trani dal tuo tepore,
ti manca l’aria e ti rattrista il cuore,
prendi coscienza dei torti subiti
sulla tua storia e su tutti i tuoi miti.
Tu ch’eri culla di arte e cultura
vieni trattata da spazzatura
e vincono i forti sull’indifferenza
e della tua gente nessuno ci pensa.
Or dite basta, o voi Tranesi
e dimostrate di non esservi arresi,
che il sangue scorre ancor nelle vene,
di essere stanchi da imbrogli e da pene.
Svegliati oh Trani e fatti sentire,
batti i tuoi pugni e non ti avvilire,
pretendi or dunque quanto dovuto,
perché nella vita nulla è perduto.


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