Con determinazione dirigenziale dello scorso 19 gennaio, la Regione Puglia ha revocato la sospensione temporanea dell'accreditamento (in vigore dal 2009) e conferito l’accreditamento istituzionale con il servizio sanitario regionale nei confronti del laboratorio di analisi bio-chimico ormonali “Di Liddo”, di Trani.
I fatti, per la cronaca, risalgono al 14 ottobre 2008, quando i carabinieri del Nas di Bari apposero i sigilli al laboratorio dopo avere accertato che vi si sarebbero utilizzati reagenti scaduti di validità, compromettendo così i responsi di analisi cliniche, ematologiche ed ormonali. L’Asl Bt negò il rinnovo della convenzione e, avverso i ricorsi della struttura di analisi, sia il Tar Puglia, sia il Consiglio di Stato confortarono l’operato dell’Azienda sanitaria.
Prima della sentenza del Consiglio di Stato l’Asl Bt aveva già verificato «l’avvenuta rimozione delle carenze riscontrate», ma il pronunciamento dei giudici romani indusse la Regione a continuare a negare l’accreditamento. Decisiva, a quel punto, la sentenza penale del 21 luglio del 2011, con l’assoluzione di tutti gli imputati, da parte del Tribunale di Trani, «perché il fatto non sussiste». Per l'occasione, il laboratorio Di Liddo fu difeso dagli avvocati Domenico Di Terlizzi e Patrizia Carobello.
A difendere il laboratorio Di Liddo in sede civile, invece, l’avvocato Cataldo Gagliardi, che a distanza di pochi giorni richiese ufficialmente il ritiro di tutti i provvedimenti sanzionatori emessi dall’Asl Bt e dalla Regione Puglia nei confronti del suo assistito. Di conseguenza, ecco giungere l’accreditamento, per il 2012, evento che «pone fine ad una lotta durata circa tre anni – commentano i responsabili della struttura di analisi – restituendo piena credibilità al laboratorio e fiducia alla cittadinanza».
