Si sono costituiti in comitato, stanno raccogliendo firme e, oggi, faranno sentire la loro in un sit-in dinanzi al palazzo di città. La rivolta dei genitori degli alunni è ufficialmente partita al termine in un’infuocata assemblea contro il piano di dimensionamento scolastico che prevede la creazione di cinque istituti comprensivi per Trani, frazionando e stravolgendo, a detta degli interessati, realtà radicate con il risultato di impoverire soprattutto l’aspetto pedagogico della formazione scolastica degli alunni, creando situazioni di promiscuità non opportune ed occasioni di spreco di denaro pubblico per gli inevitabili adeguamenti dei plessi scolastici alle nuove esigenze.
Ebbene, nonostante lo scorso 19 dicembre vi fosse stata un’incoraggiante schiarita in Regione, la situazione pare sia nuovamente precipitata negli ultimi giorni. Prima della fine del 2011, lo ricordiamo, si era convenuta a Bari, fra amministratori comunali e regionali, una partenza soft dei comprensivi senza smembramenti e disagi. Con l’impegno che, entro il 31 gennaio, la giunta comunale avrebbe integrato la delibera in cui aveva già tracciato la prima mappa degli istituti comprensivi, da avviarsi entro tre anni. Vi era l’impegno, nel frattempo, a fare partire subito i tavoli di confronto, con dirigenti e rappresentanti di docenti e genitori, per elaborare la soluzione migliore.
Questo, invece, non sarebbe avvenuto: i genitori si sono sentiti completamente ignorati e, per giunta, avrebbero preso atto di decisioni, condivise anche a Trani, per cinque e non quattro istituti, come dalle famiglie invocato.
L’assemblea dei genitori, tenutasi presso la “Baldassarre”, ha così istituito il comitato, chiamandolo «Salvascuola», raccogliere firme e manifestare presentarsi stamani all’ingresso della casa comunale. Seguirà un incontro di una delegazione con l’assessore al ramo, Giorgia Cicolani.
