Fra date più o meno certe e/o probabili, la marcia di avvicinamento alle elezioni amministrative procede ancora senza particolari scossoni. La parte centrale di gennaio, però, da un alto pare sia servita a scremare il gruppo dei disponibili alla candidatura a sindaco del Pdl, dall’altra ha invece accresciuto i contrasti interni alla coalizione di centrosinistra e, soprattutto al Pd.
Cominciamo dal centrodestra, con riferimento al quale si torna a parlare di elezioni primarie da celebrarsi domenica 26 febbraio. In più di un’occasione si erano ipotizzate altre date, e questo fa comprendere che, a dispetto delle direttive nazionali pro consultazioni preventive, a Trani l’idea delle primarie non è poi così gradita e, pur annunciando date, si cerca in tutti i modi di evitarle.
Ma questo vorrebbe significare l’avere messo d’accordo i due candidati che parebero ancora in lizza. Al momento, infatti, pare più che mai confermato che la contesa sarà fra Gigi Riserbato (Puglia Prima di tutto), e Giuseppe Di Marzio (Pdl). Quest’ultimo sarebbe l’espressione finale di un processo, interno al Pdl, che ha visto a lungo confrontarsi quattro aspiranti alla candidatura di sindaco: avevano dato la loro disponibilità anche Fabrizio Sotero, Stefano Di Modugno e Beppe Corrado. Alla fine, più per scelte dei vertici che accordi della base, si sarebbe arrivati ad una soluzione, quella di Di Marzio, pareva la più probabile già da tempi non sospetti.
Riserbato, dal canto suo, al momento candidato sindaco per la Puglia prima di tutto, nell’attesa di competere, primarie o non primarie, è uscito con i “manifesti bacheca” in cui, mettendo da parte il simbolo ed il colore del partito, nonché evitando accuratamente di fare comparire il volto e qualsiasi tipo di slogan, si limita esclusivamente a chiedere la collaborazione dei cittadini: «Scrivi il tuo sogno per Trani». Tale frase sormonta un spazio bianco nel quale ognuno, dunque, è invitato a dire la sua. «Sin dal mese di novembre – spiega il presidente del consiglio provinciale - durante un’assemblea molto affollata anche di gente comune oltre che di addetti ai lavori, avevo "ufficializzato" la mia disponibilità a candidarmi a sindaco, quanto meno per le primarie di coalizione, con il partito al quale appartengo. Sempre nel corso di quell’incontro parlai anche di un programma elettorale in fase embrionale da arricchire delle idee degli eventuali altri alleati e dei cittadini comuni. I manifesti vanno proprio in questa direzione, evitando i troppo inflazionati “6x3” e scegliendo dimensioni ed impianti a portata di pennarello. Mi fa piacere – commenta poi il più suffragato alle ultime elezioni amministrative – che su quegli spazi bianchi stiano arrivando anche proposte che ritengo valide, quasi tutte praticabili e, soprattutto, genuine e sentite perché vengono dal cuore della gente. Con questi manifesti ho provato a lanciare un segnale a fronte del costante slittamento della data delle primarie e di un progressivo avvicinarsi della data elettorale. Mi auguro che si esca da questo immobilismo e ci si presenti alla città con uomini ed idee chiare».
Nel centrosinistra è il sindaco di Bari Michele Emiliano che si è fatto carico di sbrogliare la non facole matassa del Pd. Per il momento, l’orientamento è ancora quello di non prendere decisioni dall’alto e lasciare che Fabrizio Ferrante ed Ugo Operamolla trovino un accordo perché uno ceda la candidatura a sindaco all’altro. In mancanza, si dovrebbero rifare le primarie fra loro due.
Emiliano non avrebbe ancora assunto una posizione definitiva, ma avrebbe posto in risalto il fatto che Ferrante è un candidato sindaco con la tessera del Pd, a differenza di Operamolla. E che, quindi, gli esponenti del Pd che volessero continuare a sostenere Operamolla dovrebbero, coerentemente, lasciare il partito.
Poi, in un comunicato, ha fatto sapere di avere incontrato a Bari l’avvocato Operamolla, ma di avere ottenuto da questi chiusure rispetto all’ipotesi rifare le primarie con in corsa soltanto lui e Ferrante. Un problema che non aiuta i progetti di Emiliano su Trani, che sono quelli di un’unica, grande coalizione allargata a soggetti politici che proprio di centrosinistra non paiono.
Operamolla, con una nota scarna, ma dai toni fermi, ha fato sapere «che ritenevo l’incontro personale e riservato, e tale ho dichiarato al mio interlocutore, perché era stato promosso da amici comuni senza alcun riferimento ad ignorate determinazioni del Pd locale. Constato che il dottor Emiliano ha reso pubblico, o consentito la divulgazione, del nostro informale scambio di opinioni, attribuendo all'incontro valenza diversa in funzione di scelte che spettano soltanto alle forze politiche e sociali che sostengono la mia candidatura. La indiscreta iniziativa si commenta da sola». Nel frattempo, ha fatto scalpore l’uscita dal Pd di Ines Fabbretti, quattro volte consigliere comunale sotto la stessa bandiera. «Ma questa volta – ha detto – lascio un partito per il quale ho lottato tanto, ma in cui oggi non mi riconosco più.
Il segretario Laurora, d’altro canto, non sembra si sia strappato le vesti: «Il consigliere Fabbretti bene farebbe a riflettere su quale sia stato il reale contributo, suo e di chi le sta vicino politicamente, alla vita politica del Pd negli ultimi anni. I fatti sono stati in questi anni ben diversi dalle parole di circostanza del consigliere Fabbretti, che sanciscono solo la formalizzazione di una sua scelta ormai presa da tempo ed i cui motivi sono ben diversi da ciò che ora ci si vuole raccontare».
Consoliamo con la data delle elezioni, ufficiosa e non ancora ufficiale. Da alcuni siti si è appreso che il Viminale avrebbe individuato la data delle elezioni amministrative della primavera prossima: si andrà alle urne il 6 maggio e il 20 maggio ci sarà il ballottaggio.
Sul sito del Viminale, peraltro, ancora non vi sono comunicazioni ufficiali in merito, e lo stesso ufficio stampa del Ministero dell’interno ci conferma che «al momento non vi è nulla di ufficiale e le date apparse sono frutto di interpretazioni giornalistiche».
Quel che è certo è che saranno 3 i comuni della nuova provincia ad andare al voto (Trani, Canosa, San Ferdinando), 10 quelli della provincia di Bari, 4 nel brindisino, 15 nel foggiano, 21 nel leccese, 6 nel tarantino. I capoluoghi di provincia chiamati al voto saranno Lecce, Taranto e Trani.