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San Francesco di Sales e il valore della comunicazione

«Al clamore si opponga il valore del silenzio. L’informazione riparta dall’ascolto e dalla riflessione, rifuggendo lo scandalismo e raccontando la verità». Queste, fra le altre, le raccomandazioni dell’arcivescovo di Trani, Mons. Giovan Battista Pichierri, nel corso della santa messa celebrata in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.
Il rito, nel rispetto dell’alternanza con la diocesi di Andria, quest’anno si è officiato in quella di Trani, segnatamente nella chiesa del Carmine, ed è stato concelebrato da Padre Enrico Sironi, barnabita, Don Giuseppe Ruotolo, sacerdote della diocesi di Andria, e dai direttori degli uffici comunicazioni sociali delle due diocesi, rispettivamente Mons. Felice Bacco per Andria e il diacono Riccardo Losappio per Trani, in un rapporto che tende ad unire e rafforzare i vincoli di collaborazione tra le due realtà ecclesiali. Una collaborazione che favorisce anche unità di intenti ed amicizia tra tutti coloro che operano nel mondo della comunicazione.
Ebbene, l’arcivescovo di Trani, citando anche e soprattutto il Santo Padre, Benedetto XVI, ha posto in risalto il valore del silenzio, «un silenzio che dice attenzione – ha spiegato durante l’omelia Mons. Giovan Battista Pichierri -, coinvolgimento, desiderio di accogliere e recepire per dare la vera comunicazione». Al termine del rito, abbiamo posto al presule alcune domande.
L’affermazione del valore del silenzio, quantunque sacrosanta, non appare facile con i ritmi attuali dell’’informazione. Come trovare al giusta via di mezzo?
Il comunicatore deve essere innanzi tutto se stesso, esercitare la sua professionalità e tenere presente che egli interpreta, non crea. E allora, ecco l’importanza del silenzio inteso come ascolto attento e profondo, e che permette una comunicazione sobria, vera, chiara, esaustiva.
Caliamo tutto questo in due esempi concreti. Per prima cosa, quanto si è fatto dell’inopportuno clamore sulla delicata vicenda dello sciopero degli autotrasportatori. Può essere stata anche l’informazione a generare il panico fra la gente?
Qui c’è da fare i conti con movimenti che partono da situazioni reali, dall’oggettivo sbilanciamento fra quello che un operaio guadagna e quello che spende. Queste proteste sono legittime e devono richiamare l’attenzione di chi ci governa, soprattutto nel momento in cui loro stessi ci parlano di equità: è giusto che tutti facciamo dei sacrifici, ma bisogna anche rendersi conto del confine oltre il quale i sacrifici non possono andare, perché di questo passo non ce la si fa.
L’altro esempio è la recente tragedia di Barletta. Quanto, secondo lei, è stata più o meno opportunamente rappresentata? Non crede che la si sia fatta passare soprattutto come la tragedia del lavoro nero, quasi dimenticando che le cause reali risiedono nella mala edilizia?
Infatti, io personalmente ho notato l’interessamento tempestivo della giustizia alla ricerca della verità sull’accaduto. I tempi nel complesso non potranno essere brevi, per lo scrupoloso accertamento delle responsabilità. Non credo vi sia stato un clamore disordinato, ma la delicatezza della vicenda deve obbligare chiunque ed esprimere giudizi con la massima attenzione.
Parliamo del rapporto fra la diocesi di Trani e la comunicazione, anche in questo caso citando due esempi concreti. Spesso appaiono sue dichiarazioni sul sito Pontifex: lei davvero le rilascia ogni volta? E come reputa questo sito, del quale spesso i contenuti sono oggetto di aspre polemiche?
C’è un giornalista che talvolta mi ha chiamato. Io non respingo nessuno ma, quando mi sono reso conto che vi era una certa invadenza, ho trattenuto da parte mia queste comunicazioni e credo che anche lui abbia compreso che non può strumentalizzare un’intervista fatta ad vescovo.
L’altro argomento riguarda l’inchiesta della magistratura, tuttora in corso sulla vendita alla diocesi di Trani di un’ala di palazzo Broquier. Come ritiene sia stata trattata, tenendo conto del fatto che la curia ha prontamente ed a varie riprese espresso la sua posizione in merito?
Rimango fiducioso circa l’operato della magistratura e vivo con serenità questa vicenda, quantunque per certi versi sia una storia che angustia. Ognuno vorrebbe sentirsi veramente libero nella sua sincerità e verità, si tratta di avere pazienza.


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