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Barletta-Andria-Trani contro l'abolizione delle province, Riserbato: «Verrebbero negati i bisogni delle comunità locali»

Di seguito il discorso del Presidente del Consiglio provinciale Luigi Riserbato, in occasione della seduta odierna in cui è stato approvato l’ordine del giorno dal titolo “No all’Italia senza le Province”.

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«Signor Presidente della Provincia, Signori Assessori, colleghi Consiglieri, illustrissime Autorità civili tutte qui intervenute, carissime cittadine e concittadini della Provincia di Barletta - Andria - Trani,
non mi avventurerà in una difesa d’Ufficio della Provincia e dei suoi organi ma cercherò in questo mio breve intervento iniziale di analizzare attentamente il recente dato normativo, accompagnando lo stesso con un breve excursus storico e sociologico dell’Ente che oggi ci onoriamo di rappresentare.
In tema di “Riforma delle Province”, è noto come, secondo quanto previsto dalle disposizioni di cui all’art. 23, commi 14-20, della Legge n. 211/2011, il legislatore abbia posto delle ormai imminenti scadenze. La data è quella del 31 dicembre 2012, entro la quale lo Stato e le Regioni, con propria legge, secondo le rispettive competenze dovranno provvedere a trasferire ai Comuni le funzioni conferite dalla normativa vigente alle Province salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, le stesse siano acquisite dalle Regioni, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.
Nei confronti della nostra comunità locale, il dibattito sull’abolizione delle Province assume un po’ i caratteri della beffa, in quanto l’istituzione della Provincia di Barletta - Andria - Trani ha visto decenni di lotta politica che stanno per essere cancellati da un legislatore distratto.
Ciò posto, il dibattito in essere sul mantenimento o meno delle Province riguarda due modi profondamente diversi di concepire la politica, il rapporto con i cittadini e, quindi, l’ordinamento istituzionale.
L’abolizione delle Province comporterebbe una chiarissima ed irrevocabile negazione del valore delle comunità locali, ridisegnando l’articolazione dell’amministrazione pubblica sulla base di mere valutazioni di ingegneria burocratica.
In altre parole, la gestione dei servizi verrebbe stabilita senza alcuna correlazione diretta con le comunità locali, cancellandone la storia e l’identità.
Invero, se da un lato, ogni Comune rappresenta una comunità di persona unita da un’esperienza tra generazioni e dalla condivisione di valori e di specificità culturali, sociali ed economiche che costituiscono una risorsa unica, imperdibile ed irrinunciabile, dall’altro, le vicende storiche di queste comunità portano le stesse ad intrecciarsi tra loro dando vita ad una comunità più ampia, quella provinciale.
Le storie delle Comunità provinciali concorrono a definire le identità delle comunità regionali e, queste ultime, a loro volta contribuiscono a definire, riempiendola di contenuti, l’identità della nostra nazione, fondata sul valore delle diversità.
Le economie di scala e l’ottimizzazione delle funzioni si possono davvero ottenere in modo più razionale e credibile non sopprimendo le Province, bensì riconoscendo il ruolo che a loro spetta in base alla Costituzione, portando finalmente a compimento il processo già in atto di trasferimento di competenze e funzioni. Un processo che nella nostra comunità locale è iniziato nel 2004, e che ha consentito negli ultimi anni di fornire risposte concrete ed importanti nella formazione e nel lavoro, in materia di viabilità, di edilizia scolastica, di sistema di offerta culturale e turistica, nella programmazione che attraverso un Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di nuova generazione è in grado di inglobare e legare organicamente le varie pianificazioni di settore, comprendenti il governo del territorio, dell’ambiente, delle risorse idriche ed energetiche, della gestione dei rifiuti, la pianificazione e la gestione del sistema dei trasporti e della mobilità, a completamento e consolidamento delle storiche competenze provinciali sulle reti territoriali della viabilità.
Dunque, non esiste aprioristicamente una necessità di sopprimere le Province ma piuttosto un problema istituzionale di governo delle materie di area vasta, che non può non essere identificato, sul piano strategico, nella dimensione provinciale».

Il Presidente del Consiglio provinciale
Luigi Riserbato



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