Doppia presenza da Trani a Calci per esprimere la partecipazione ed il dolore della città alla cerimonia di commemorazione in occasione del trentacinquesimo anniversario della tragedia del Monte Serra. Fra le trentotto vittime, infatti, vi fu anche il tranese Claudio Giordano.
La storia di quel triste giorno è nota. Giovedì 3 marzo 1977, alle ore 15.05, decollò dall'aeroporto di Pisa-San Giusto il C-130 Hercules Vega 10. Il velivolo trasportava 38 allievi della prima classe dei corsi normali dell'Accademia navale di Livorno. A bordo, per attività di ambientamento al volo, vi erano un ufficiale accompagnatore e cinque membri d'equipaggio. Dopo circa cinque minuti dal decollo, alle 15.10, il grosso aereo si infranse sulle pendici del Monte Serra, nel territorio di Calci (Pisa), dopo aver effettuato, per motivi ancora oggi sconosciuti, una virata a sinistra che lo portava ad imboccare la valle del Serra, rivelatasi fatale in condizioni di volo di bassa quota e scarsa visibilità, come in quel momento si verificava.
All'incidente non sopravvisse nessuno. Tra i cadetti caduti vi era anche un giovanissimo allievo tranese: l’aspirante guardiamarina Claudio Giordano, classe 1958, fresco di maturità conseguita al liceo scientifico statale di Trani ed apprezzato giocatore di basket nelle fila dell’Olimpia Trani. L’emozione in città, fra i suoi molti amici, fu enorme. Il 5 marzo 1997 ebbero luogo i funerali, presso il piazzale dell'Accademia navale, alla presenza dell'allora Presidente della Repubblica, Giovanni Leone, e circa 20mila persone.
La Cattedrale di Trani, il giorno delle esequie, era gremita di autorità, giovani e gente comune che, con la propria presenza, avevano voluto testimoniare alla famiglia Giordano il dolore e l’affetto di tutta una città.
Oggi il sindaco di Trani, Pinuccio Tarantini, accompagnato dall’avvocato Emanuele Tomasicchio (presidente dell’Associazione nazionale paracadutistici di Trani e della Bat), suo grande amico, saranno sul luogo del disastro per rappresentare la città. «Claudio– ricorda Tarantini - amava l'Italia, intesa come Patria, Nazione, Popolo. Amava il mare ed aveva un sogno: diventare un Ufficiale della Marina Militare Italiana. Oggi, passando da quella piccola strada che porta da via Malcangi alla rotonda davanti alla scuola di via La Pira, e leggendo la targa "Via Guardiamarina Claudio Giordano", si potrà pensare ad un ragazzo biondino di Trani, morto con i suoi sogni a 19 anni».
