Un pezzo di storia da trasmettere e non dimenticare. Parliamo di fatti che rimarranno impressi nella nostra memoria cittadina, per la loro importanza storica, ma soprattutto per la loro straordinarietà. Non è un caso, infatti, che si sia deciso di girarne un film documentario per la televisione tedesca prima, ma poi anche per quella italiana. Ne avevamo già parlato sul nostro sito: ci riferiamo a ciò che avvenne nella nostra città il 18 settembre 1943, quando, grazie all’intercessione del podestà Giuseppe Pappolla e dell’arcivescovo Francesco Petronelli, il tenente tedesco Friedrich Kurtz desistette dall’uccisione di cinquanta nostri concittadini, tenuti in ostaggio e destinati alla morte, a causa dell’esecuzione avvenuta un giorno prima di cinque soldati tedeschi per mano di alcuni militari canadesi.
A distanza di anni, i produttori esecutivi Concetta Fabiano e Gabriele Pace, presidente dell’associazione “Obiettivo Trani”, supportati dalle ricerche di Francesco Pagano e dalla regia del tedesco Christian Gropper, hanno deciso di trarne una pellicola per raccontare, tramite l’espediente del fatto storico, com’è proseguita la vita di tre di quei cinquanta tranesi tenuti sotto tiro dai tedeschi, protagonisti del documentario accanto a Heino Niehaus, un soldato tedesco superstite grazie al quale si risalì anche al nome del tenente che si rifiutò di portare a termine la tremenda carneficina.
Loro sono Giuseppe Scandamarro, Luigi Di Filippo e Ugo Moscatelli e proprio insieme a Niehaus sono stati i protagonisti di alcune riprese avvenute in Piazza della Repubblica, luogo dei tragici e al tempo stesso miracolosi avvenimenti al centro del racconto, tant’è che il film avrà come titolo “Il miracolo di Trani” e sarà incentrato, a detta dei produttori esecutivi stessi, più sul lato umano, emotivo e sentimentale dei quattro protagonisti, che su quello storico-politico, anche se ci sarà particolare attenzione alla sottolineatura dello stesso, ma anche alla rivalutazione dell’importanza della nostra città in tal senso, con l’evidenziazione delle bellezze artistiche e architettoniche di Trani, dal momento che seguiranno delle riprese anche in altre parti del paese.
A trasmettere il documentario in Germania ci penseranno gli importanti canali televisivi Ard e Wdr, corrispondenti ai nostri Raiuno e Raitre, mentre sulla distribuzione italiana non ci sono ancora certezze, anche se c’è la possibilità di andare addirittura sulle reti nazionali. Trattandosi di una storia decisamente commovente e anche interessante, speriamo che la cosa avvenga.
Lo stesso regista, tra l’altro, si è dimostrato entusiasta della location e ovviamente molto emozionato per il tipo di storia che si ritrova a filmare, soprattutto perché non ne era a conoscenza e quindi ha avuto modo di conoscere non soltanto un fatto storico alquanto rilevante, ma anche i protagonisti dello stesso, in grado di trasmettere forti emozioni, soprattutto adesso che possono “finalmente parlare di pace e non di guerra”, come dice lo stesso Gropper.
Alessandra Cavisi