Stefano Scarpa ha vinto. Un trionfo annunciato. Con il senno di poi possiamo dire che è stato persino facile, tanto superiore è apparso rispetto ai suoi avversari. Porta a Trani 100mila euro e, soprattutto, l’ammirazione di un Paese.
Aveva il 15 quale numero finale utile per il televoto, ma la standing ovation del pubblico in studio e le parole ricche di ammirazione frammiste ad incredulità dei giudici aveva già fatto di Stefano Scarpa, a caldo, il vincitore morale di “Italia’s got talent”, il format di Canale5 conclusosi ieri.
Il nostro 21enne concittadino è riuscito a rendere ancora più spettacolare il suo numero della bandiera umana acrobatica unendo il volteggio sinuoso del corpo ai movimenti simmetrici già noti dalle precedenti esibizioni.
Mai come ieri sera ha sfidato la legge di gravità con i piedi al di sopra del resto del corpo quasi per tutta la performance, accompagnata dalle note d i “Your song” nella versione a due voci di Elton John, il suo autore, e Alessandro Safina. Il tutto su uno sfondo verde e naturale come il suo talento puro.
A fine numero ha ringraziato il suo allenatore, Alex Musaico, e «i tranesi che mi hanno sostenuto», dimostrando attaccamento alla città e spirito di appartenenza. Stefano, anche da vincitore, non dimenticherà mai da dove è venuto.
Già prima dell’esito del televoto si era intuito come andasse a finire: lo avevano dichiarato favorito tutti gli altri quindici suoi rivali per il titolo e, nelle buste scritte da ciascuno di loro, anche i giudici De Filippi-Scotti-Zerbi. «Dopo tutte queste aspettative sarebbe una beffa se non vincessi», ha ammesso Maria De Filippi. Nonostante tutto, Stefano non riesciva se non a sorridere, vivendo quei momenti di estrema tensione quasi fosse su una nuvola.
Per fortuna la beffa non si è consumata e mai verdetto è stato più sacrosanto. Oggi anche per Trani è un gran giorno. Noi e tanti altri dovremmo imparare da un ragazzo semplice e pulito come lui. Grazie Stefano, ci hai fatto sognare e hai riportato Trani finalmente al livello che le compete.
