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Trani, donazione di defibrillatori alle farmacie dall'Asl Bt. Negrogno (Fds): "Resteranno imballati. Non avete programmato la formazione, è uno spreco"

Sulla donazione dei defibrillatori, riceviamo e pubblichiamo un intervento di Rino Negrogno, vice segretario della Federazione della Sinistra.

Ho letto sul vostro giornale che qualche mese fa le farmacie tranesi hanno ricevuto dall’Asl Bt il defibrillatore e mi chiedo se i farmacisti siano stati adeguatamente formati al loro utilizzo. Cos’è un defibrillatore? È un dispositivo che permette di erogare una scarica elettrica, detta defibrillazione, con la quale si ripristina un ritmo cardiaco valido. In poche parole si riporta in vita una persona altrimenti morta. La letteratura scientifica internazionale ha ampiamente documentato che nell'80-85% circa dei casi il ritmo di presentazione dell’arresto cardiaco è la fibrillazione ventricolare o la tachicardia ventricolare, due ritmi cardiaci che non permettono al cuore di pompare sangue al nostro corpo ed al nostro cervello.

È come se il cuore vibrasse senza contrarsi per pompare il sangue. Questi sono 2 ritmi che possono essere trattati con la defibrillazione. L’altro vantaggio importante di questi defibrillatori detti “semiautomatici” è che esonerano l’operatore dalla diagnosi. Non bisogna essere dei cardiologi per fare diagnosi di arresto cardiaco, è lo stesso defibrillatore che riconosce il ritmo e ci comunica con un messaggio sia vocale che visivo che bisogna erogare la scarica.

Perché sia garantito il buon funzionamento di un defibrillatore è necessaria una breve e semplice manutenzione giornaliera che consiste in un test per verificarne sia il funzionamento che lo stato di carica. È un test che potrebbe servire anche per aumentare la familiarità con il dispositivo in modo da non essere impacciati durante l’eventuale utilizzo che avviene in caso di arresto cardiaco, momento particolarmente drammatico in cui tra gli astanti dominano sentimenti di paura, dolore e agitazione. Se consideriamo che nel 90% circa dei casi la scarica erogata con un defibrillatore effettuata nel primo minuto può riportare in vita un paziente in arresto cardiaco e che questa percentuale diminuisce del 10% per ogni minuto che passa, ci rendiamo subito conto di quanto sia importante l’utilizzo di questi dispositivi di emergenza, la loro diffusione sul territorio e un’adeguata formazione per poterlo utilizzare.

Se si forniscono defibrillatori ma non si fa un’adeguata formazione al loro utilizzo, non solo si avrà un inutile sperpero di denaro pubblico ma avremo possibili vite umane non salvate. L’uso del defibrillatore, nei casi indicati, il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale fino all’arrivo della squadra di soccorso avanzato del 118 comportano un aumento delle probabilità di salvezza del paziente.

Rino Negrogno

Vice Segretario della Federazione della Sinistra

 


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