Fabrizio Ferrante non fa nessun passo indietro, resta in corsa e rilancia la palla delle decisioni dall’altra parte. In una conferenza stampa urgente ha convocato i giornalisti e dichiarato quanto segue.
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Ho fatto un percorso lineare e alla luce del sole e, oggi, sono pressato dal mio partito. Ma ci sono pressioni corrette ed altre meno corrette. Il Pd non dovrebbe rispondere a schemi personalistici, ma di partecipazione. Eppure chi ha sempre affermato questi principi oggi li disconosce. E queste sono le pressioni dall’alto. Poi ci sono quelle dal basso, di chi ha condiviso questo percorso con me, ci crede e vuole che lo porti avanti. Mi chiedo poi cosa ci sia dall’altra parte, se non un’aggregazione di soggetti così diversi e lontani che, presto, scoppieranno i problemi. Mi si è descritto come un despota, ma io ho scelto un percorso di democrazia, mentre dall’atra parte ci si muove nelle segrete stanze. Il Pd adesso decida, e lo faccia in fretta. Perché l’interessamento degli organi competenti è certamente tardivo, a soli quindici giorni dalla presentazione delle liste. Fra i pochi che posso ringraziare vi è l’onorevole Francesco Boccia, che ha dimostrato sempre coerenza e onestà intellettuale. Non potrei dire diversamente di altri parlamentari che non mi sembra abbiano avuto specifici meriti in qualcosa che sia stato fatto per la città. E non posso accettare la tesi di chi afferma che sia troppo giovane e debba fare un passo indietro per puntare poi ad una rosea carriera politica. A me non interessa la carriera politica, e non mi interessano neanche cementerie, centrali a biomasse e termovalortizzatori. Mi rimetto a quello che deciderà il Pd, ma la forza che avverto dal basso è decisamente superiore a quella che arriva dal basso. Proseguirò il mio percorso in libertà, perché mi sento un uomo libero.
