Ormai l'affaire Ferrante è divenuto caso nazionale per il Partito Democratico che si ritrova quest'oggi anche sulle pagine telematiche di Italia Oggi. A firmare l'articolo il giornalista del quotidiano economico, giuridico e politico Francesco Cerisano.
Con Ferrante (Pd con alleati di sinistra e liste civiche) o con minestrone Operamolla (da Fli passando per Verdi, Udc fino ad arrivare a Sel)? Secondo il giornalista, i vertici del partito di Bersani hanno scelto di stare con quest'ultimo candidato ed ormai è acclarato.
"L'ennesimo suicidio politico del Partito Democratico. Che prima ha celebrato regolari primarie appoggiando Ferrante nella competizione con i candidati di Api, La Buona Politica e Federazione della sinistra e poi gli ha creato terra bruciata intorno. Troppo giovane, troppo inesperto, meglio l'esperienza di un personaggio di spicco della città, hanno mugugnato. [...] I primi avvertimenti li ha lanciati a gennaio l'onorevole Margherita Mastromauro (radicata a Trani e figlioccia politica di Massimo D'Alema) in un modo un po' insolito: rivolgendosi al fabbro", ricorderete infatti il cambio di serratura della segreteria provinciale.
Su Italia Oggi però viene spiattellata anche un'altra "malignità", alcuni infatti "dicono che tra il deputato Pd, imparentata con i Matarrese, e Ferrante le tensioni siano iniziate per via della contrarietà espressa da quest'ultimo al protocollo d'intesa sottoscritto tra l'amministrazione Tarantini e la Beton&Cave dei Matarrese per la costruzione di un cementificio a Trani. Fatto sta che Ferrante, forte di oltre 2.000 voti alle primarie, non ne ha voluto sapere di cedere. Così Operamolla la scorsa settimana ha chiamato Roma per ottenere l'investitura politica del «leader Massimo» che in Puglia, si sa, continua ad avere un certo peso. Missione compiuta. D'Alema venerdì è sceso in terra di Bari per incontrare i candidati sindaci del Pd. Tutti tranne uno".
