Ritrovare un delfino spiaggiato desta non solo dispiacere per la triste sorte dell’animale, ma anche la necessità di mettere mano al portafoglio perché, in taluni casi, si mettono in moto una serie di meccanismi tali da determinare spese di cui si farebbe volentieri a meno.
A Trani, nelle scorse settimane, la carcassa di uno di questi mammiferi è stata ritrovata in zona Matinelle dalle Guardie ambientali d’Italia. I volontari si sarebbero volentieri fatti carico della rimozione dell’esemplare dalla scogliera con le proprie mani e mezzi, ma le dimensioni del mammifero marino ed il luogo, definito «impervio», in cui le correnti l’avevano spinto non lo consentivano. A quel punto, avvisata la Guardia costiera, che a sua volta avvisava la Polizia locale, gli agenti accertavano la presenza dell’animale e prendevano atto della disposizione dell’Asl di rimuoverlo per motivi d’igiene pubblica.
Per questi motivi, le operazioni di rimozione della carcassa sono state affidate alla cooperativa Re Manfredi e, date le circostanze, sono durate due ore e mezza e hanno richiesto l’intervento di otto unità lavorative ed una gru.
Considerato che il costo di un’ora di lavoro è 22 euro, che gli operai erano 8 e hanno lavorato ciascuno 2,5 ore, il costo totale della prestazione lavorativa è stato di 440 euro. La gru, a sua volta, costa 45 euro l’ora, quindi in due ore e mezza è costata 112,50 euro. In totale, fra imponibile ed Iva, la rimozione di un delfino è costata 668,52 euro.
Auguriamoci, la prossima volta, di avere più fortuna con i mammiferi più belli del mare. Magari la stessa di quel professionista tranese che la scorsa estate ne vide guizzare un piccolo branco intorno alla sua barca e li filmò. Il suo video è fra i più visti in assoluto del nostro canale, e qui lo riproponiamo con la speranza che un delfino “curioso” non diventi anche troppo “costoso”.
