Non c'è niente da fare: è un problema di cultura. Un cancro sociale che si potrebbe estirpare soltanto con una mitridatizzazione a base di letture di Bovio, Macchia, Piracci, di Ronchi, dei fratelli Pàstina, e di quanti altri ancora in vita hanno scritto della nostra storia.
Letture velenose per un animo irrispettoso della barra della tradizione, né ribelle, né libero. Irrispettoso, degno di una città che ha perso il vessillo glorioso di un passato duro sullo sterrato che conduceva al Monastero ed oggi sul facile asfalto non fa più un sorriso al sole né offre un bacio al mare.
Come deve essere misera la vita di chi non si stupisce dinanzi alla bellezza della nostra cattedrale. Fa parte della storia, qualcuno direbbe: si crea, si distrugge.
Dopo l'amore da discount dalle lettere dorate, ecco un altro scempio. Non sappiamo quando sia stato fatto tutto questo ma dinanzi al portale del nostro Duomo, ecco nomi e date stampate con spray rosso ed azzurro.
E davvero non restano più parole, "com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire".
d.d.
