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Guastamacchia, il sindaco di Trani replica al comitato: «Sarebbe stato giusto indignarsi se si fosse deciso di non decidere»

Sulla vicenda relativa a Villa Guastamacchia, voglio rispondere alle affermazioni diffuse sulla stampa da parte del comitato quartiere Stadio. In primo luogo, ribadisco che visti i pareri del legale del Comune e degli avvocati Pensato e Gagliardi La Gala, si è resa necessaria l’espressione di un parere di chi ha la responsabilità di governo della Città. Tale è infatti da considerarsi la delibera adottata dalla Giunta e che comunque demanda al Consiglio Comunale l’ultima parola.

Il parere del sottoscritto, più volte dichiarato pubblicamente è quello di garantire la migliore «exit strategy» per il Comune rispetto ad un contenzioso che dura da anni. Le decisioni del Diritto, per chi, come me, rispetta e si affida alla Magistratura possono andare in un senso favorevole al Comune o viceversa in un percorso favorevole agli eredi, che metterebbe l’Amministrazione in una situazione di difficoltà con la perdita del bene ereditato dall’ex Eca. Per questo esistono i pareri dei giuristi, per questo a volte una transazione in accordo tra le parti è la migliore scelta per tutti. In quei tutti io ci metto in primo piano i cittadini. Per questo, poiché il de cuius conferì al Comune (anzi l’ECA) detti beni con lo scopo preciso di costruirvi una Casa di riposo, il rischio che gli eredi ottengano la restituzione del bene, poiché l’ente beneficiario non esiste più e soprattutto non essendo mai stata costruita una Casa di riposo, non è del tutto infondato.

Nella mia attività di Sindaco ho assistito a contenziosi che lasciano ancora pezzi di Città determinanti come l’ex Ospedale di Piazza Gradenico ancora in condizioni di incertezza bloccandone ogni  eventuale destinazione. E non avendo la palla di vetro per sapere cosa succederà in Cassazione, preferisco affidarmi alla concretezza ed al buon senso che, supportato da pareri giuridici, porta una Amministrazione ad uscirne bene o quantomeno non con le ossa rotte. Per questo il parere di accordo con gli eredi, che garantisce il 40% di destinazione pubblica dell’area nel caso di progetti di edificazione, che consentirebbe di sbloccare la viabilità di Via Pugliese ed un ristoro economico di circa 300.000 euro, a fronte di una perdita totale del bene e di una pena risarcitoria che peserebbe sulle tasche dei cittadini, ci è sembrato un percorso risolutivo di buon senso.

Certo, come ha anche affermato Monti, negli accordi qualcuno deve rinunciare a qualcosa. E la cosa importante è che in questo caso parte dell’area resta pubblica e nella disponibilità dei cittadini. Se il Comune perdesse il bene, in futuro sarei accusato di aver creato scempi per non aver avuto il coraggio di decidere. In tranese spesso si dice “meglio feriti che morti”.  Potremmo lasciar decidere alla sorte, ma chi mi conosce sa che ad una monetina preferisco la determinazione di un idea.

Questo è stato il mio atteggiamento, da sempre, su questa vicenda, che non ha trovato obiezioni negli incontri che ho avuto con gli «indignados» del quartiere stadio e scaturisce da ben tre pareri giuridici ottenuti sul caso. Oggi preciso che, in futuro, sarei davvero indignato se le cose finissero male con la perdita del bene e nessuna possibilità di recupero di aree pubbliche. Ed allora sì che cercherei come cittadino di rivalermi su un Consiglio Comunale che decidesse di non decidere rendendosi complice di una perdita di bene e di un danno erariale. Chi si è lamentato di questo nostro parere deve tener presente che mentre tutti sono indaffarati nella campagna elettorale, c’è ancora chi ha il compito/dovere di decidere al meglio per i cittadini. Perché il tempo delle decisioni non ha tempi sincronizzati con quelli elettorali, e le decisioni pilatesche non sempre sono le migliori.

Il Sindaco di Trani - Giuseppe Tarantini


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