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Ufficiale, commissariato il Pd di Trani. Patruno: «Era un circolo senza più democrazia». Tutte le contestazioni mosse a Ferrante

«Garantire e ripristinare la democrazia interna del circolo di Trani». Chiaro e molto duro l’obiettivo di fondo con cui il segretario provinciale del Pd, Andrea Patruno, ha formalmente commissariato (confermando le nostre recenti anticipazioni a dispetto delle smentite a caldo) il partito in città». Gli obiettivi immediati ed urgenti, a questo punto, sono i seguenti: «Garantire la partecipazione del Pd alla coalizione di centrosinistra e dei moderati a sostegno di Ugo Operamolla; Approntare una lista forte e competitiva partendo dalle disponibilità a candidarsi di personalità del Pd, più volte offerte nel corso delle riunioni svolte alla presenza di responsabili regionali dell’organizzazione e degli enti locali. Il commissario nominato è Lorenzo Marchio Rossi, presidente dell’assemblea provinciale del Pd. Di seguito, la nota fornale del segretario provinciale.

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A Trani nell’ottobre scorso si sono svolte le primarie monche (Pd-Fds-Buona politica), le quali hanno avuto il merito di indicare un candidato sindaco, ma hanno avuto il demerito di non riuscire a costruire una coalizione vasta, aperta e competitiva. Prima del loro svolgimento chiesi a Ferrante di pazientare per consentite la partecipazione di tutti i partiti della coalizione: così non fu, tanto che quelle “primarie monche” si svolsero ugualmente.

Ho chiesto più volte a Fabrizio Ferrante di costruire una coalizione effettivamente alternativa al centrodestra, senza nessun ascolto.

La scorsa settimana la direzione provinciale del partito ha rimesso la decisione nelle mani del circolo di Trani e di Fabrizio Ferrante, chiedendo loro di assumere la responsabilità di decidere ed essere interpreti della linea politica del Pd per non isolare il partito rispetto alla coalizione di progressisti e moderati che hanno scelto di sostenere Ugo Operamolla.

La direzione provinciale del Pd decise infatti che era necessario farr parte della coalizione di centrosinistra, aperta alle forze dei terzo polo, per sconfiggere il centrodestra. Questa collocazione non solo è naturale e coerente, ma ha anche il pregio di essere in linea con l’impostazione strategica che il Partito democratico sta assumendo sia a livello regionale che nazionale.

Dopo una settimana, non vedo all’orizzonte alcun ripensamento o accenno di condivisione della decisione assunta dal partito, quanto piuttosto il tentativo di avanzare dubbi sul processo di democrazia interno del partito. Vorrei fosse chiaro che sono i democratici ed i cittadini di Trani ad essere danneggiati da questa vicenda.

L’articolo 17 dello statuto nazionale è chiaro: «In caso di necessità ed urgenza, o di grave danno al partito, in seguito a ripetute violazioni o gravi e ripetute omissioni dello statuto (…) per assicurare il regolare funzionamento della democrazia interna (…)». Pertanto la titolarità del simbolo non è del singolo, ma del collettivo del partito.

Tanto più che 25 persone su 50 (22 componenti il coordinamento cittadino, 2 consiglieri comunali di Trani, 1 componente la direzione provinciale) hanno chiesto al Pd di aderire al centrosinistra largo e di sostenere la candidatura di Ugo Operamolla.

Pertanto, il commissariamento del circolo, che ho comunicato con nota formale, è la conseguenza del modo personale e muscolare interpretato dal segretario di circolo e da Fabrizio Ferrante che, unilateralmente, hanno deciso senza coinvolgere nemmeno il coordinamento del Pd di Trani.

Ora il Pd sia parte fondante della coalizione di centrosinistra e dei moderati, e tutto il gruppo dirigente sia impegnato ad essere parte attiva della contesa elettorale per favorire e rappresentare l’unica alternativa possibile al centro destra.

Andrea Pio Patruno (Segretario provinciale Pd)


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