Ancora una volta, e crediamo che purtroppo non sarà l’ultima, siamo costretti, nostro malgrado, ad intervenire dopo l’ennesimo tentativo di screditare la persona del candidato sindaco Fabrizio Ferrante. Ormai, conoscendo le persone con le quali abbiamo avuto tante volte a che fare, non ci dovremmo meravigliare, ma tant’è, ci meravigliamo ogni volta per il livello sempre più basso che riescono a raggiungere questi meschini attacchi personali. Ci piace ricordare al presidente Ventura, che ad oggi non ci risulta essere mai stato eletto da nessuna parte, che alle ultime elezioni comunali, quando il PD ancora non esisteva, Fabrizio Ferrante è risultato essere il candidato del centrosinistra più suffragato nonostante la giovane età e nonostante militasse in un piccolo partito. Un risultato, questo, frutto di competenza e capacità.
Quando Fabrizio Ferrante decise di aderire al PD suscitando l’entusiasmo di tanti iscritti e del segretario provinciale dell’epoca, tale Ruggiero Mennea, il partito, retto dalla segreteria Attivissimo-Cuna ed il cui presidente Mauro Mazzilli era dato per disperso, non era un’oasi felice ma era dilaniato al suo interno dalla guerra in atto tra ex-DS ed ex-Margherita ed era reduce da sonanti batoste elettorali frutto proprio di divisioni, ipocrisie, incapacità politiche e personali della sua classe dirigente formata da quelle stesse persone che ora sono tutte nella stessa coalizione del presidente Ventura. Il gruppo dirigente odierno del PD, ha democraticamente e legittimamente vinto l’ultimo congresso cittadino con oltre il 60% dei suffragi, sconfiggendo proprio la mozione Muciaccia-Ventura.
La favola della volpe e l’uva la conoscono tutti. Non tutti però si ricordano che già il giorno dopo del congresso il presidente Ventura, con tutti gli sconfitti congressuali, sordo agli inviti del neo-segretario Laurora volti a coinvolgerlo in una gestione democratica e collegiale del partito, si è costruito una associazione su misura per ottenere quel minimo di visibilità politica e personale che il mancato consenso degli iscritti al PD gli aveva fatto mancare. Il non voler accettare il fatto di essere parte di una minoranza è stata una costante dell’attività del presidente Ventura e dei suoi supporter. Ciò è avvenuto anche e soprattutto nella individuazione del candidato sindaco. Infatti, nonostante la disponibilità di Fabrizio Ferrante a scendere in campo risalisse al gennaio del 2011, Il presidente Ventura ha preferito, da buon ex ragazzo di studio, sponsorizzare l’avv. Operamolla a prescindere da tutto. Anche da quanto è scritto nello statuto della associazione di cui è presidente e che rimanda alle primarie come strumento democratico per la selezione della classe dirigente. Le primarie di coalizione del 16 ottobre sono state celebrate alla luce del sole e sotto gli occhi del segretario provinciale Andrea Patruno che ne ha constatato il regolare svolgimento e la correttezza. Cercare di sminuirne l’importanza con le maldicenze e le mezze parole non suffragate da fatti è un tentativo goffo ed inutile di mascherare la propria incapacità politica di opporsi democraticamente alle scelte della gente.
E’ umanamente comprensibile il senso di frustrazione e di incapacità che possa aver provato il presidente Ventura nel rendersi conto di non avere il sèguito necessario per arrivare democraticamente a dirigere il PD tranese ma non pensavamo che ciò potesse lasciare un segno così profondo.
L’ex segreteria cittadina del Pd - Trani
