Dalla sentenza favorevole alla campagna elettorale. In una conferenza stampa lampo, il Pd ha chiarito entrambi gli aspetti e provato a spegnere ogni polemica.
Sul primo versante, sono arrivate le delucidazioni di massima dell’avvocato Nicola Ventura. “Il giudice Binetti – ha spiegato - ha valutato l’intera materia e assunto una decisione coerente con i fatti. Qualcuno ne ha dato una lettura capziosa sulla base di un solo passaggio e non della sentenza tutta. E’ il segno di una campagna di disinformazione fatta con il solo scopo di inquinare la campagna elettorale. Il passaggio fondamentale del provvedimento sta nel riconoscimento della titolarità della lista in seno al segretario nazionale, motivo che fa venire meno il periculum in mora e, quindi, la competenza del giudice civile su una materia che si sarebbe dovuta dirimere per canali interni al partito. Circostanza che, peraltro non è tuttora avvenuta. Alla fine, siamo in presenza di un tentativo, non andato a buon fine di bloccare la presentazione della lista del Pd”.
Sul versante politico è intervenuto il commissario, Lorenzo Marchio Rossi: “Quando il 20 marzo ho accettato l’incarico di commissario ha esordito -, pensavo di occuparmi d’altro. Pensavo a formare un Pd forte e credibile, ed invece qui è arrivato l’ufficiale giudiziario. Si vuole demolire il Pd, ma noi in pochi giorni abbiamo fatto le tessere che altri hanno fatto in un anno. Se questa campagna demolitrice dovesse andare avanti – ha concluso -, difenderò il Pd in ogni sede, ma io da ora in poi parlerò solo di programmi e progetti per Trani”.
La serata è proseguita con il previsto incontro con Marina Sereni, vice presidente nazionale del Pd. Insieme con lei, l’onorevole Alberto Losacco ed il candidato sindaco Ugo Operamolla.
