Sono sereno oggi dopo il pronunciamento del Giudice, tanto quanto lo ero sabato, al momento in cui ho ritirato il ricorso ex art. 700 “inaudita altera parte”, presso il comitato elettorale di Fabrizio Ferrante. Hanno spiegato che era un atto dovuto e non già un atto di guerra. In ogni caso non poteva essere un ramoscello d’ulivo, nella Domenica delle Palme, atteso che è stato chiesto un risarcimento danno per 200.000 euro.
Vorrei ricordare all’esimio ex segretario Tommaso Laurora ed ai suoi legali che l’attività politica nel Partito democratico per quanto mi riguarda è volontaria, libera da vincoli di ogni tipo e soprattutto gratuita.
Fioccano commenti alla sentenza, noi non commentiamo le sentenze, ma i fatti politici quelli si. Non abbiamo rubato nulla a nessuno. Al contrario il Partito democratico non è proprietà personale di alcuno, tanto meno di Ferrante e di Laurora che hanno fatto scempio della militanza nel Partito Democratico. Avrebbero dovuto apprendere che la prima regola: il PD è un patrimonio di tutti, bene collettivo indisponibile alla logica dei furbi e degli scaltri.
La democrazia è una cosa complicata, ma si fonda sul libero confronto di idee ed io non ho mai rinunciato ai miei convincimenti e credo, come sosteneva il sempre caro Giancarlo Pajetta, che la cosa più rivoluzionaria per un uomo pubblico è ammettere i propri errori, credo che Fabrizio e Tommaso farebbero miglior figura se ammettessero pubblicamente i propri errori e smettessero di essere consapevoli alleati del centro destra tranese.
Sono convinto che in queste due giornate si sia raggiunto il punto zero.
Ora chiedo ai Democratici tranesi di impegnarsi a fondo nella competizione elettorale, parlando di contenuti e di cose da fare per questa città. Sappiamo che possiamo contribuire a riscattare questa città, rivoltandola come un calzino. Con Ugo Operamolla, l’unica alternativa possibile, possiamo farlo davvero.
Andrea Patruno - Segretario Prov.le PD
