La polemica su Trenitalia, i suoi ritardi e le difficoltà quotidiane dei pendolari, non accennano a placarsi. Riceviamo in redazione le lamentele di alcuni lavoratori e studenti stanchi dei continui problemi con le ferrovie.
A far traboccare il vaso è bastata una mattinata come quella che sta per trascorrere. Dopo le festività pasquali erano tutti pronti per rientrare al lavoro e a scuola; decine di persone ferme, in attesa del treno delle 7.40, prima di apprendere dagli schermi che tale corsa era stata soppressa.
I pendolari in attesa del treno delle 7.40 si sono accorti che "non ha molto tempo e il traffico è lento nell'ora di punta" come avrebbe cantato Battisti per sdrammatizzare, e si sono così sommati ai pendolari che avrebbero dovuto prendere il treno delle 8.
E dopo qualche minuto un altro annuncio giunge sotto la pensilina: "Sul prossimo treno non ci sono più posti. Vi invitiamo a non entrare in massa ma di attendere il treno delle 8.40". Battisti si era informato e c'era un volo che sarebbe partito alle 8.50, forse dovremmo pensare alla realizzazione di un mini aeroporto, con tanto di pista dinanzi alla stazione.
Dopo i bagni chiusi da secoli, le sale d'attesa colonizzate da persone che non hanno tetto e dormono lì senza alcun rispetto delle norme igienico-sanitarie, dopo l'eliminazione della passerella in legno che sarebbe servita per i disabili (o anche per le barelle in caso di malori), il parcheggio vespasiano, la stazione di Trani non può considerarsi proprio un bel biglietto da visita.
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