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Cattedrale e vandali, Obiettivo Trani: «Mentre il medico studia, il malato muore»

Quando nel 1994, con un pugno di amici, demmo vita all’Associazione Obiettivo Trani, pieni d’entusiasmo ed interesse iniziammo a scoprire e a conoscere le bellezze architettoniche, artistiche e storiche della nostra città.

Con stupore, ci sembrò realmente d’aver trovato un tesoro: e quando si scopre un tesoro, non si può far altro che mostrarlo agli altri, come la lucerna che non si pone sotto il moggio, ma sul lucerniere.

E lo gridi ai quattro venti: forte, con gioia, per farlo intendere a tutti che siamo stati fortunati ad esser nati in una città come Trani. Bisogna esserne fieri! Fieri ed orgogliosi, come quel Barisano che amava firmarsi: Civis Tranensis!

Il primo atto fu, quindi, quello di approfondire la conoscenza della storia della nostra città, nella necessità, poi, di diffonderla attraverso quelle che erano le nostre attività associative: le conferenze, le mostre, le visite guidate, ed ogni altra occasione che ci permettesse di poterne parlare a chicchessia.

Ne derivò poi, la consapevolezza di dover tutelare tutto questo e di difenderlo.

Pensavamo, tuttavia, che col tempo, con gli anni, attraverso la diffusione di un maggior senso civico legato ad un’azione più incisiva della Scuola, della Famiglia e della cultura in genere, saremmo arrivati a non dover più parlare di “tutela del patrimonio” forti dell’idea che questo valore aggiunto sarebbe gemmato naturalmente nella popolazione tranese e soprattutto nelle nuove generazioni, alle quali, forse, sarebbe risultato più intuitivo ed immediato comprendere che:

più cultura = più turismo

più turismo = più economia

Così è stato, ma non per tutti, ed anno dopo anno, episodio dopo episodio, abbiamo assistito ed assistiamo, alla parabola discendente delle nostre aspettative (e non solo nostre).

E tra presepi distrutti, muri imbrattati, leoni presi a martellate, giostrine divelte (Villa Comunale), ed ogni sorta di opera pubblica vilipesa, e chi più ne ha più ne metta, in un crescendo di follia e barbarie, ci poniamo le domande: ma dove arriveremo? Chi ci tutelerà? Chi ci difenderà? Chi difenderà la nostra città? Per assistere – sconfortati – all’avvilente teatrino delle responsabilità rigettate.

Di chi è la responsabilità? Non è questo il punto.

Non siamo qui ad accusare nessuno, nella consapevolezza che non c’è un “responsabile”…ma come recita l’adagio, vogliamo solo ricordare che …”mentre il medico studia,…il malato se ne muore!”

Qualcuno certo continuerà a strapparsi le vesti,…griderà: “…noi l’avevamo detto!”…e poi scivolerà tutto nell’indifferenza più totale,…in attesa del prossimo episodio che certamente, di questo passo, non tarderà.

E’ ancora di questi giorni – infatti - la notizia che una provetta “artista” s’è divertita ad imbrattare il monumento di Piazza Garibaldi. Che dire? Scherno su scherno; fango su fango. Ma in questo Paese pagherà mai qualcuno? O siamo veramente il Paese di Pulcinella (con tutto il rispetto per la maschera partenopea che ha sempre elargito a tutti la propria sanguigna ilarità, mentre questi episodi, ci fanno solo versare lacrime amare).

Ma torniamo al Campanile….

Cattedrale, cara Cattedrale o come sovente qualcuno si riempie la bocca: ”… Regina delle Cattedrali di Puglia…”

Là dove un tempo s’è posata la mano sapiente dei Magistri Comacini, la mano devota dei lapicidi, si posa ora il vile tratto dei nuovi graffitari: artisti del nulla, novelli barbari, uomini insipienti privi di sentimento.

Se quelle pietre potessero prender vita, vi inghiottirebbero, e noi – giusta nemesi! – ne saremmo contenti.

E a voi politici, che vi apprestate a guidare questa nostra amata città, chiediamo di operare; di essere celeri; chiediamo di scardinare i cassetti della burocrazia e delle lungaggini amministrative, per non nasconderci poi dietro la foglia di fico del:…“…stiamo vedendo,…stiamo facendo,…stiamo provvedendo…” quando ormai l’oltraggio è stato perpetrato.

A tutti ricordiamo che,…”mentre il medico studia,…il malato se ne muore”.

Associazione Obiettivo Trani. Il Presidente (Gabriele Pace) - Il Resp. Territorio (Nicola Fornelli)

 

         Quando nel 1994, con un pugno di amici, demmo vita all’Associazione Obiettivo Trani, pieni d’entusiasmo ed interesse iniziammo a scoprire e a conoscere le bellezze architettoniche, artistiche e storiche della nostra città.

         Con stupore, ci sembrò realmente d’aver trovato un tesoro: e quando si scopre un tesoro, non si può far altro che mostrarlo agli altri, come la lucerna che non si pone sotto il moggio, ma sul lucerniere.

         E lo gridi ai quattro venti: forte, con gioia, per farlo intendere a tutti che siamo stati fortunati ad esser nati in una città come Trani.

Bisogna esserne fieri! Fieri ed orgogliosi, come quel Barisano che amava firmarsi: Civis Tranensis!

 

         Il primo atto fu, quindi, quello di approfondire la conoscenza della storia della nostra città, nella necessità, poi, di diffonderla attraverso quelle che erano le nostre attività associative: le conferenze, le mostre, le visite guidate, ed ogni altra occasione che ci permettesse di poterne parlare a chicchessia.

         Ne derivò poi, la consapevolezza di dover tutelare tutto questo e di difenderlo.

         Pensavamo, tuttavia, che col tempo, con gli anni, attraverso la diffusione di un maggior senso civico legato ad un’azione più incisiva della Scuola, della Famiglia e della cultura in genere, saremmo arrivati a non dover più parlare di “tutela del patrimonio” forti dell’idea che questo valore aggiunto sarebbe gemmato naturalmente nella popolazione tranese e soprattutto nelle nuove generazioni, alle quali, forse, sarebbe risultato più intuitivo ed immediato comprendere che:

 

più cultura = più turismo

più turismo  =  più economia

         Così è stato, ma non per tutti, ed anno dopo anno, episodio dopo episodio, abbiamo assistito ed assistiamo, alla parabola discendente delle nostre aspettative (e non solo nostre).

         E tra presepi distrutti, muri imbrattati, leoni presi a martellate, giostrine divelte (Villa Comunale), ed ogni sorta di opera pubblica vilipesa, e chi più ne ha più ne metta, in un crescendo di follia e barbarie, ci poniamo le domande: ma dove arriveremo? Chi ci tutelerà? Chi ci difenderà? Chi difenderà la nostra città? Per  assistere – sconfortati – all’avvilente teatrino delle responsabilità rigettate.

Di chi è la responsabilità?  Non è questo il punto.

         Non siamo qui ad accusare nessuno, nella consapevolezza che non c’è un “responsabile”…ma come recita l’adagio, vogliamo solo ricordare che …”mentre il medico studia,…il malato se ne muore!”

        

Qualcuno certo continuerà a strapparsi le vesti,…griderà: “…noi l’avevamo detto!”…e poi scivolerà tutto nell’indifferenza più totale,…in attesa del prossimo episodio che certamente, di questo passo, non tarderà.

 

         E’ ancora di questi giorni – infatti - la notizia che una provetta “artista” s’è divertita ad imbrattare il monumento di Piazza Garibaldi. Che dire? Scherno su scherno; fango su fango. Ma in questo Paese pagherà mai qualcuno? O siamo veramente il Paese di Pulcinella (con tutto il rispetto per la maschera partenopea che ha sempre elargito a tutti la propria sanguigna ilarità, mentre questi episodi, ci fanno solo versare lacrime amare).

 

         Ma torniamo al Campanile….

 

Cattedrale, cara Cattedrale o come sovente qualcuno si riempie la bocca:       ”…Regina delle Cattedrali di Puglia…”

         Là dove un tempo s’è posata la mano sapiente dei Magistri Comacini, la mano devota dei lapicidi, si posa ora il vile tratto dei nuovi graffitari: artisti del nulla, novelli barbari, uomini insipienti privi di sentimento.

        

Se quelle pietre potessero prender vita, vi inghiottirebbero, e noi – giusta nemesi! – ne saremmo contenti.

 

E a voi politici, che vi apprestate a guidare questa nostra amata città, chiediamo di operare; di essere celeri; chiediamo di scardinare i cassetti della burocrazia e delle lungaggini amministrative, per non nasconderci poi dietro la fo

Quando nel 1994, con un pugno di amici, demmo vita all’Associazione Obiettivo Trani, pieni d’entusiasmo ed interesse iniziammo a scoprire e a conoscere le bellezze architettoniche, artistiche e storiche della nostra città.

Con stupore, ci sembrò realmente d’aver trovato un tesoro: e quando si scopre un tesoro, non si può far altro che mostrarlo agli altri, come la lucerna che non si pone sotto il moggio, ma sul lucerniere.

E lo gridi ai quattro venti: forte, con gioia, per farlo intendere a tutti che siamo stati fortunati ad esser nati in una città come Trani.

Bisogna esserne fieri! Fieri ed orgogliosi, come quel Barisano che amava firmarsi: Civis Tranensis!

 

Il primo atto fu, quindi, quello di approfondire la conoscenza della storia della nostra città, nella necessità, poi, di diffonderla attraverso quelle che erano le nostre attività associative: le conferenze, le mostre, le visite guidate, ed ogni altra occasione che ci permettesse di poterne parlare a chicchessia.

Ne derivò poi, la consapevolezza di dover tutelare tutto questo e di difenderlo.

Pensavamo, tuttavia, che col tempo, con gli anni, attraverso la diffusione di un maggior senso civico legato ad un’azione più incisiva della Scuola, della Famiglia e della cultura in genere, saremmo arrivati a non dover più parlare di “tutela del patrimonio” forti dell’idea che questo valore aggiunto sarebbe gemmato naturalmente nella popolazione tranese e soprattutto nelle nuove generazioni, alle quali, forse, sarebbe risultato più intuitivo ed immediato comprendere che:

 

più cultura = più turismo

più turismo = più economia

Così è stato, ma non per tutti, ed anno dopo anno, episodio dopo episodio, abbiamo assistito ed assistiamo, alla parabola discendente delle nostre aspettative (e non solo nostre).

E tra presepi distrutti, muri imbrattati, leoni presi a martellate, giostrine divelte (Villa Comunale), ed ogni sorta di opera pubblica vilipesa, e chi più ne ha più ne metta, in un crescendo di follia e barbarie, ci poniamo le domande: ma dove arriveremo? Chi ci tutelerà? Chi ci difenderà? Chi difenderà la nostra città? Per assistere – sconfortati – all’avvilente teatrino delle responsabilità rigettate.

Di chi è la responsabilità? Non è questo il punto.

Non siamo qui ad accusare nessuno, nella consapevolezza che non c’è un “responsabile”…ma come recita l’adagio, vogliamo solo ricordare che …”mentre il medico studia,…il malato se ne muore!”

 

Qualcuno certo continuerà a strapparsi le vesti,…griderà: “…noi l’avevamo detto!”…e poi scivolerà tutto nell’indifferenza più totale,…in attesa del prossimo episodio che certamente, di questo passo, non tarderà.

 

E’ ancora di questi giorni – infatti - la notizia che una provetta “artista” s’è divertita ad imbrattare il monumento di Piazza Garibaldi. Che dire? Scherno su scherno; fango su fango. Ma in questo Paese pagherà mai qualcuno? O siamo veramente il Paese di Pulcinella (con tutto il rispetto per la maschera partenopea che ha sempre elargito a tutti la propria sanguigna ilarità, mentre questi episodi, ci fanno solo versare lacrime amare).

 

Ma torniamo al Campanile….

 

Cattedrale, cara Cattedrale o come sovente qualcuno si riempie la bocca: ”…Regina delle Cattedrali di Puglia…”

Là dove un tempo s’è posata la mano sapiente dei Magistri Comacini, la mano devota dei lapicidi, si posa ora il vile tratto dei nuovi graffitari: artisti del nulla, novelli barbari, uomini insipienti privi di sentimento.

 

Se quelle pietre potessero prender vita, vi inghiottirebbero, e noi – giusta nemesi! – ne saremmo contenti.

 

E a voi politici, che vi apprestate a guidare questa nostra amata città, chiediamo di operare; di essere celeri; chiediamo di scardinare i cassetti della burocrazia e delle lungaggini amministrative, per non nasconderci poi dietro la foglia di fico del:…“…stiamo vedendo,…stiamo facendo,…stiamo provvedendo…” quando ormai l’oltraggio è stato perpetrato.

A tutti ricordiamo che,…”mentre il medico studia,…il malato se ne muore”.

 

Il Presidente Il Resp. Territorio

Gabriele Pace Nicola Fornelli

 

glia di fico del:…“…stiamo vedendo,…stiamo facendo,…stiamo provvedendo…” quando ormai l’oltraggio è stato perpetrato.

         A tutti ricordiamo che,…”mentre il medico studia,…il malato se ne muore”.

        

          Il Presidente                                                                         Il Resp. Territorio

       Gabriele  Pace                                                                           Nicola Fornelli


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