Nel 2004, dopo molta fatica e grazie anche alla caparbietà di uno dei familiari delle vittime, la commissione comunale per la toponomastica propose alla giunta che condivise la proposta, l’apposizione di una lapide in marmo a ricordo della cosiddetta “Pasquetta di sangue” (come la definì l’illustre storico tranese, Raffaelo Piracci) del 27 aprile 1943, quando 21 civili e 14 militari morirono nell’incursione aerea anglo-americana sui caseggiati di via Statuti Marittimi, tra via Zanardelli e via Fabiano.
Per questa triste vicenda la nostra città può fregiarsi della medaglia d’argento al Merito Civile (conferita l’8 maggio 1998 dall’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro), che arricchisce il nostro stemma.
Il testo della lapide commemorativa posizionata su via Statuti Marittimi, venne predisposto dal maresciallo Giusto.
Ebbene nonostante il particolare significato che quella “povera” lastra di marmo assume per la nostra città, è avvenuto che senza problemi qualcuno ha ritenuto, sicuramente in buona fede, di offuscarla con una presa d’aria (a servizio di un locale adiacente) nella parete su cui è attaccata. Si tratta di un foro ben visibile, che intacca il ricordo che la lapide intende testimoniare.
E’ mai possibile che non esisteva un mezzo tecnico per evitare il foro?
Nei giorni scorsi invece la nostra città ha assistito all’ennesimo scempio della nostra Cattedrale vittima, più volte, di sfregi anche di rilevante gravità.
Non vogliamo mettere sullo stesso piano i due eventi, che sicuramente assumono rilevanza e gravità diversa. Tuttavia riteniamo che qualche riflessione si debba fare su quello che continua a succedere nella nostra città. Pensiamo che la debbano fare tutti, anche coloro che solo a posteriori gridano allo scandalo.
(ndr: le foto laterali sono d'archivio e risalgono al giorno dello scoprimento della lapide, precisamente il 27 aprile 2004)
