Interdizione temporanea dalla professione medica per il gastroenterologo Ruggiero Spinazzola e sequestro giudiziario del suo laboratorio, privo delle necessarie autorizzazioni. Sono questi i primi provvedimenti disposti dal Tribunale di Trani nell’ambito delle indagini sulla morte della 28enne tranese Teresa Sunna.
La ragazza, lo ricorderete, morì il 24 marzo scorso in uno studio medico di Barletta, mentre si sottoponeva ad un comune test sulle intolleranze alimentari. L’autopsia ebbe modo di accertare che il decesso era stato causato dall’ingerimento di una sostanza tossica: nitrito di sodio al posto di sorbitolo, solitamente somministrato durante quel tipo di esami diagnostici.
Il gip del Tribunale di Trani, ha emesso dunque il provvedimento di interdizione dalla professione nei confronti del titolare dello studio medico, il gastroenterologo Ruggiero Spinazzola e ha disposto il sequestro del suo ambulatorio, su richiesta del pm inquirente Michele Ruggiero.
La sostanza che uccise Teresa Sunna e provocò l’intossicazione di altre due donne, fortunatamente salvate dai medici del Pronto Soccorso dell’Ospedale “Dimiccoli” di Barletta, era stata acquistata online, sul sito eBay: “Con questa misura cautelare si vuole dare un segnale forte a quei medici che incautamente si approvvigionano di sostanze dalla rete. Il sorbitolo usato nei test non è comune zucchero alimentare, ma una sostanza che, in termini di legge, appartiene alla farmacopea”, ha dichiarato il Procuratore Capo Carlo Maria Capristo durante la conferenza stampa in Procura.
