È andata in onda la prima trasmissione in diretta radiofonica con i candidati sindaco alle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio. In studio, con l’editore Felice Valenziano ed il direttore Nico Aurora, vi erano Domenico Briguglio, Fabrizio Ferrante e Domenico Triminì. Di seguito, ecco le risposte alle prime tre domande, rimandando il resoconto dell’intero incontro al prossimo numero de “Il giornale di Trani”.
Ovunque ci si fermi e si parli con cittadini, si dichiarano stanchi delle politica. Come fareste a recuperare le loro fiducia?
B. Sicuramente la gente è stanca perché è finito il ruolo dei partiti e serve rinnovare completamente la politica.
F. Non sono finiti i partiti ma è iniziato un modo di fare politica quasi totalmente clientelare. Ed è quelo che dobbiamo spezzare.
T. Manca l’informazione istituzionale, non si mantengono le promesse, non si realizzano i servizi. Serve trasparenza, chiarezza e concretezza.
Tutti e tre correte con meno liste rispetto alle vostre coalizioni. Perché?
B. Ho scelto una sola lista per non stare al gioco degli altri. No ai voti pagati, sì a quelli d’opinione.
F. Le mie erano soprattutto associazioni, il partito che soprattutto manca (il Pd, ndr) è quello che mi è stato sottratto.
T. Avere liste che non superano l’1,5 per cento è un suicidio politico. Il quorum si prende con una che le raggruppi. E questo garantisce anche la governabilità.
701 candidati. Troppi?
B. Sì, ci sono tanti riempi-lista, mentre io da tempo ho scelto un’altra strada.
F. Certi scienziati pensano che più persone portino più voti alla lista. E fanno pensare agli interessati che il consigliere comunale sia un lavoro, vedi commissioni consiliari: una delusione.
T. 701 candidati significa improvvisazione, e per questo si perde in credibilità. Vedi certi comportamenti in consiglio comunale.
Domenica 29 aprile saranno in studio con noi Ugo Operamolla, Paolo Nugnes e Gigi Riserbato.
