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VIDEO. Filatura, gli ex lavoratori nel recupero di una cava a Trani? Altre due ipotesi allo studio. E dalla Franzoni lo Stato rivuole un milione

Ci sono tre manifestazioni d’interesse per rilevare almeno una parte degli ex lavoratori della Filatura di Trani. La prima viene da un imprenditore, di Milano, che opera nel settore agro-zootecnico e propone l’assunzione di lavoratori ex Franzoni per la gestione operativa dei prodotti post sbarco a Barletta. La seconda, a cura di un commercialista di Corato, mira all’impiego della stessa manodopera in una vera e propria cooperativa multi servizi. La terza presentata da tranesi, ha in animo di utilizzare gli ex tessili in un ambizioso progetto di riconversione di una cava dismessa fra Trani e Bisceglie. In tutti e tre i casi, il numero del personale da impiegare è parziale, ma i tre progetti non sono l’uno esclusivo dell’altro e, quindi, l’interesse affinché prendano quota è a trecentosessanta gradi.

Ma queste sono solo alcune delle novità emerse nel corso di un incontro tenutosi oggi presso l’assessorato provinciale al ramo, in via De Gemmis. Un’altra, infatti, riguarda un doppio decreto che il Ministero dello sviluppo economico ha notificato al gruppo tessile bresciano intimando loro il recupero di somme pari ad oltre un milione di euro. Si tratta di fondi “ex legge 488” per l’acquisto di macchinari che l’impresa lombarda avrebbe percepito indebitamente in quanto, nonostante il vincolo, nel frattempo aveva chiuso lo stabilimento di Trani e trasferito quelle attrezzature in Bosnia, percependo nel frattempo nuovi contributi statali.

Venerdì scorso, intanto, in un incontro tenutosi in Regione è emersa una nuova linea d’azione. E qui entra in scena la terza novità: «Attraverso la Lega cooperative – hanno a vario titolo spiegato l’assessore provinciale, Pompeo Camero, ed i sindacalisti Uil Aldo Pugliese, Luigi Mesaroli e Vincenzo Posa -, trentacinque lavoratori ex Franzoni dovrebbero essere reimpiegati in un processo produttivo che prenderà il via nelle prossime settimane, segnatamente intorno ai temi della raccolta differenziata e de-assemblaggio di elettrodomestici. Ma altre proposte sono in cantiere, pronte per passare al vaglio che permettono di guardare con moderato ottimismo al prossimo futuro».


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