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L'arcivescovo di Trani: «Uscire dalla crisi con Cristo risorto»

Carissimi fedeli cristiani e uomini di buona volontà,

ho convocato il 17 aprile u.s. i sette cappellani del lavoro per una riflessione sulla situazione attuale del lavoro che si presenta assai critica e complessa. C’è una diffusa perdita di lavoro in un contesto sociale di disoccupazione giovanile affliggente.

Le famiglie gemono a causa dei mutui per la casa e di tasse da pagare; non riescono a giungere a fine mese. C’è chi, preso dalla disperazione, si è tolto la vita. La prospettiva certo non è rosea. Per questo siamo giunti all’intesa di appellarci innanzitutto alla bontà misericordiosa del nostro Dio: siamo suoi e Dio non ci abbandona. E’ necessario innanzitutto un rinnovamento interiore che ci sintonizzi nella preghiera del Signore Gesù: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. E’ il pane della vita eterna ed è il pane che ci nutre nel tempo.

In ogni comunità parrocchiale e in ogni famiglia deve elevarsi questa richiesta che ci apre alla condivisione eucaristica e alla condivisione dei beni terreni, così come  avveniva nelle prime comunità cristiane: “Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno” (At 2, 42-45).

La radice di questo stile di vita è Gesù Cristo, così come ci fa intendere Atti 4, 32-33: “La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuor solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune. Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore”.

Dobbiamo vincere egoismo, immoralità, speculazione. E’ il primo passo che ciascuno deve saper fare, animato dallo Spirito, per essere tutti insieme in cordata con Gesù risorto che ci porta fuori dalla crisi.

Ma ciò non basta. E’ necessario che anche noi, come i primi cristiani, ci incontriamo insieme per l’esercizio virtuoso della preghiera, della condivisione e della solidarietà.

Questi incontri vanno coltivati come prolungamento dell’Eucaristia celebrata con iniziative significative promosse dai soggetti ecclesiali, come ad esempio:

  • le caritas parrocchiali e cittadine
  • il progetto Policoro rivolto particolarmente ai giovani, promosso dalla diocesi
  • il centro di ascolto UCID rivolto alle imprese e le relative iniziative circa la formazione professionale, in cantiere per l’immediato fututo.
  • La commissione diocesana del sociale e del lavoro, la consulta del mondo del lavoro, i Consigli pastorali parrocchiali riflettano su questo tema e si rendano propositivi nel coltivare la fede dei credenti ed animare la speranza che non delude attraverso segni concreti di carità.

    Questo è già un esercizio di “sinodalità” che deve ormai diffondersi in tutto il tessuto ecclesiale della diocesi, che ho inteso impegnare nel 1° Sinodo diocesano: “Per una Chiesa mistero di comunione e di missione”, a cominciare dal 20 ottobre p.v. e proseguire negli anni successivi.

    Ce la faremo a superare non solo questa crisi economica, ma ogni crisi, con la grazia di Dio e con l’esercizio di tutte le risorse dell’intelligenza e le capacità di inventiva diffuse nella nostra gente, credente e di buona volontà.

    Una comunità che si costruisce sulla “vittoria” del Risorto, laddove non c’è il primato del potere, ma quello del servizio reciproco di verità e di carità, vince l’egoismo e la sopraffazione e vive nella gioia del pane quotidiano, guadagnato con rettitudine e onestà senza la velleità di una vita smodata, al di là del giusto passo da compiere.  Questo richiamo alla sobrietà della vita, nel contesto attuale, non solo si impone, ma è urgente attuarlo in ogni famiglia e consorzio umano.

    Possiamo darci in sintesi questo programma da realizzare insieme: “pregare, ascoltare, condividere”.

    Vi affido questo messaggio e impegno di vita in vista anche del 7° raduno mondiale delle famiglie di Milano (30 maggio – 3 giugno 2012) sul tema: “Famiglia: lavoro-festa”.

    Vi invoco la benedizione di Dio tramite l’intercessione della Santa Famiglia di Gesù, Giuseppe, Maria.

    Trani, 19 aprile 2012

    + Giovan Battista Pichierri - arcivescovo 


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