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«Trani 2012». Nugnes, Operamolla e Riserbato in radio: tre domande e risposte

È andato in onda stamani il secondo e conclusivo incontro con i candidati sindaco alla radio, un dibattito anche questa volta all’insegna dei contenuti e del fair play. In diretta, sono stati con noi Ugo Operamolla, Paolo Nugnes e Gigi Riserbato (nelle foto con l'editore, Felice Valenziano, e durante la trasmissione). Domenica scorsa erano stati già stati nostri ospiti Fabrizio Ferrante. Domenico Briguglio e Mimmo Triminì. Come una settimana fa, vi proponiamo tre domande ed altrettante risposte, rimandando il resto al prossimo numero de “Il giornale di Trani”, in uscita venerdì 4 maggio.

I cittadini si dichiarano stanchi della politica. Come riconquistereste la loro fiducia?

N. Noi ci sentiamo stanchi non della politica, ma dei partiti. La politica ci piace, non ci piace il modo in cui finora si è fatta. È questo il motivo per cui il Movimento cinque stelle è in campo.

O. Io non sono stanco della politica, perché da tempo in quella non ci sono, ma condivido il sentimento di stanchezza nel senso di percezione di essere stanchi di certi riti, degli interessi precostituiti, delle ripetizioni a iosa delle stesse cose. Ed è la ragione stessa della mia presenza in campo. Il rimedio? Abbattere questi riti e stabilire un rapporto diretto con quelli che saranno i nuovi rappresentanti della politica.

R. Non c’è né stanchezza personale, né percepisco tutta questa stanchezza della politica da parte dei cittadini. C’è un problema, è vero, ma anche tanto qualunquismo che può portare spesso in un labirinto senza uscita.

701 candidati. Troppi?

O. Io lo vedo come un rinnovato interesse ed impegno per la vita pubblica. Nella pluralità vi è la forza della democrazia. A patto che non si sia in presenza di candidature strumentali ad altro. Ma questo non è il caso della mia coalizione.

R. In ogni caso vi è stato un calo dei candidati al consiglio comunale, quantunque calerà anche il numero dei consiglieri stessi. Piuttosto sarebbe opportuno che la legge riveda la possibilità che tutti si candidino a sindaco: alcune candidature ripetitive lasciano a pensare.

N. Io vedo solo che ci sono tante liste che puntano a catturare voti di chiunque, a cominciare dai familiari ed amici.

Quali i criteri e tempi di nomina della giunta e dell’elezione del presidente del consiglio?

O. Ci sono due piani diversi. La presidenza del consiglio comunale non è competenza del sindaco, quantunque incida nel quadro generale. Con me ci sono persone responsabili e prive di interessi personali e, quindi, il buon funzionamento della vita amministrativa è assicurato. Del resto, la mia formazione è fuori degli schemi e, alla fine, io me ne dichiaro il garante. La giunta? Proprio per la spontaneità con cui si è formata la coalizione, sarà per competenze e non per appartenenze. E poi punteremo molto sul controllo dell’operato dei dirigenti.

N. Noi sceglieremo tutte le nostre cariche con il manuale Cencelli. Scherzo. Noi punteremmo sulla meritocrazia, sulla base di curriculum che prescindano dalle appartenenze politiche. Ed i nostri consiglieri comunali rimetterebbero il mandato nelle mani degli elettori ogni sei mesi, attraverso iniziative da definirsi, per essere motivati a proseguirlo o passare il testimone a chi segue.

R. Molto dipenderà dal risultato delle urne, e questo oggi lo ignoriamo. Nel 2007 si perse tempo perché non si era definito prima un criterio preciso. Se si fosse scelto per il più suffragato, che era il sottoscritto, molte cose sarebbero andate diversamente. La giunta? Chiederò ai partiti una rosa di nomi e da lì sceglierò. La competenza è un terreno necessario, ma molto spesso scivoloso: non la si può assumere come unico parametro. Di sicuro, le nomine avverranno in tempi rapidissimi.

I cittadini si dichiarano stanchi della politica, Come riconquistereste la loro fiducia?

N. Noi ci sentiamo stanchi non della politica, ma dei partiti. La politica ci piace, non ci piace il modo in cui finora si è fatta. È questo il motivo per cui il Movimento cinque stelle è in campo.

O. Io non sono stanco della politica, perché da tempo in quella non ci sono, ma condivido il sentimento di stanchezza nel senso di percezione di essere stanchi di certi riti, degli interessi precostituiti, delle ripetizioni a iosa delle stesse cose. Ed è la ragione stessa della mia presenza in campo. Il rimedio? Abbattere questi riti e stabilire un rapporto diretto con quelli che saranno i nuovi rappresentanti della politica.

R. Non c’è né stanchezza personale, né percepisco tutta questa stanchezza della politica da parte dei cittadini. C’è un problema, è vero, ma anche tanto qualunquismo che può portare spesso in un labirinto senza uscita.

 

701 candidati. Troppi?

O. Io lo vedo come un rinnovato interesse ed impegno per la vita pubblica. Nella pluralità vi è la forza della democrazia. A patto che non si sia in presenza di candidature strumentali ad altro. Ma questo non è il caso della mia coalizione.

R. In ogni caso vi è stato un calo dei candidati al consiglio comunale, quantunque calerà anche il numero dei consiglieri stessi. Piuttosto sarebbe opportuno che la legge riveda la possibilità che tutti si candidino a sindaco: alcune candidature ripetitive lasciano a pensare.

N. Io vedo solo che ci sono tante liste che puntano a catturare voti di chiunque, a cominciare dai familiari ed amici.

 

Operamolla e Riserbato, perché avete operato una contrazione delle vostre liste?

O. C’era una situazione in atto, quella Pd, e si è fatta una selezione naturale proprio per evitare l’inflazione di cui parlavamo prima

R. Lo stesso abbiamo fatto noi. Ma nel nostro caso c’è di più: non abbiamo la lista del candidato sindaco, e questo è un segnale di quanto forte e radicata sia la coalizione.

 

Impegni per l’agricoltura

R. Abbiamo preso negli incontri impegni precisi sulla sicurezza dei fondi, dove sta arrivando la microcriminalità. Poi serve una sistemazione delle strade rurali, finora oggettivamente ignorate. Infine, pensare ad un paniere che valorizzi i prodotti. Per l’occupazione sono altre le istituzioni determinanti, il Comune può svolgere un ruolo aggregante, ma non dare e tanto meno promettere posti di lavoro.

O. Il rilancio può avvenire con la valorizzazione della filiera corta, per favorire la produzione. E poi possiamo pensare ad uno snoda campagna-città. In linea generale, spazio al privato con il sostegno della pubblica amministrazione, strumento che sarà utile in ogni ramo del rilancio dell’occupazione.

N. Dal web siamo andati sul sito dell’Agenzia delle entrate ed abbiamo fatto un visura camerale del Comune di Trani. Abbiamo scoperto che ha oltre mille immobili e quasi mille fondi. Con questo quadro, individuando i terreni pubblici disponibili, alcuni si possono destinare alla coltivazione di cooperative agricole. E consumare tutto in loro, e solo la parte eccedente fuori.

 

Quali i criteri e tempi di nomina della giunta e dell’elezione del presidente del consiglio?

O. Ci sono due piani diversi. La presidenza del consiglio comunale non è competenza del sindaco, quantunque incida nel quadro generale. Con me ci sono persone responsabili e prive di interessi personali e, quindi, il buon funzionamento della vita amministrativa è assicurato. Del resto, la mia formazione è fuori degli schemi e, alla fine, io me ne dichiaro il garante. La giunta? Proprio per la spontaneità con cui si è formata la coalizione, sarà per competenze e non per appartenenze. E poi punteremo molto sul controllo dell’operato dei dirigenti.

N. Noi sceglieremo tutte le nostre cariche con il manuale Cencelli. Scherzo. Noi punteremmo sulla meritocrazia, sulla base di curriculum che prescindano dalle appartenenze politiche. Ed i nostri consiglieri comunali rimetterebbero il mandato nelle mani degli elettori ogni sei mesi, attraverso iniziative da definirsi, per essere motivati a proseguirlo o passare il testimone a chi segue.

R. Molto dipenderà dal risultato delle urne, e questo oggi lo ignoriamo. Nel 2007 si perse tempo perché non si era definito prima un criterio preciso. Se si fosse scelto per il più suffragato, che era il sottoscritto, molte cose sarebbero andate diversamente. La giunta? Chiederò ai partiti una rosa di nomi e da lì sceglierò. La competenza è un terreno necessario, ma molto spesso scivoloso: non la si può assumere come unico parametro. Di sicuro, le nomine avverranno in tempi rapidissimi.


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