Il Martina passa a Trani 2-0 e, forse, farà alla Fortis ed alla “piazza” un monumento di ringraziamento. Intanto perché la squadra di Dellisanti ha battuto la Sarnese e, forse, quella sconfitta dei campani a Trani potrebbe risultare a questo punto decisiva in vista del match ball di domenica prossima con i pugliesi che (quantunque in campo neutro) ospiteranno proprio la Sarnese. Inoltre, circostanza non da poco, perché la tifoseria organizzata ospite si è rivelata di gran lunga superiore, nel numero e quindi nell’incitamento, a quella locale, un cui sparuto gruppo è entrato nello stadio negli ultimi dieci minuti, quelli dei cancelli aperti. E verso il quale soltanto Musacco e Artiaco si sono fisicamente recati per scambiare qualche parola con qualcuno di loro. Gli altri giocatori, invece, hanno salutato a distanza.
Il presidente Abruzzese, a fine gara, non l’ha mandata a dire: «Questa è la pochezza dei nostri ultras. Pochezza numerica e morale, perché non avrei voluto che venissero per il sottoscritto o per l’allenatore, ma per la squadra. Il Martina ha vinto perché è stato più forte, ma anche perché i suoi tifosi l’hanno spinto. I nostri invece, non c’erano proprio e, alcuni di loro, sono entrati a scrocco, come forse a scrocco è tutta la loro vita. Li ringraziamo ugualmente e andiamo avanti».
In realtà, dopo l’ultima, ininfluente partita di sabato prossima a Napoli con il Campania, si fermerà tutto nell’attesa delle elezioni: «Perché aspetto le elezioni? Perché ci sia una nuova amministrazione comunale con cui provare a parlare – spiega Abruzzese -. Con questa ho scelto di non parlare, con la prossima almeno ci proveremo. I programmi li faremo soltanto dopo».
Queste e le altre dichiarazioni nell’intervista qui disponibile. La partita, per la cronaca, è stata decisa dai gol di Picci ed Amodeo (entrambi partiti dalla panchina), rispettivamente al 21 e 33’ del secondo tempo. Nel primo tempo, sterile supremazia degli ospiti, ma meglio il Trani. Nel secondo, il Martina aspetta, riparte, colpisce e, dopo il raddoppio, non c’è più partita.
