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Ballottaggio atipico, ma Gigi ed Ugo ci credono entrambi

A distanza di tredici anni da quello che portò all’elezione di Carlo Avantario, sarà di nuovo ballottaggio per conoscere il nuovo sindaco di Trani. Allo spareggio del 20 e 21 maggio andranno Gigi Riserbato, che ha chiuso al primo turno con una percentuale vicina al 46 per cento, ed Ugo Operamolla, i cui punti percentuali si attestano intorno al 29 per cento. Con il 16 per cento delle preferenze vi è Fabrizio Ferrante, mentre si registrano un quattro per cento circa per Domenico Triminì ed un tre per cento per Briguglio. Solo Triminì, però, è certo dell’ingresso in consiglio comunale, mentre le liste di Nugnes e Briguglio non hanno avere raggiunto il quorum. Per la cronaca, hanno votato 35.800 cittadini, poco più del 75 per cento del corpo elettorale, una percentuale in leggero calo rispetto al 2007.

Trani, peraltro, si conferma città specializzata nei ballottaggi atipici. Nel 1995 si contesero la carica di sindaco Giancarlo Tamborrino e Nicola Mongelli, entrambi del centrodestra, e la città passò per questo motivo alla ribalta della cronaca nazionale. A distanza di diciassette anni da allora, oggi siamo in presenza di un altro caso limite: se Ugo Operamolla diventasse sindaco, non avrebbe la maggioranza. E così Trani, per la prima volta nella sua storia, conoscerebbe il fenomeno dell’anatra zoppa.

È accaduto, infatti, che lo schieramento di Operamolla non sia andato oltre il 26 per cento, una percentuale che, quindi, non potrà garantirgli una maggioranza neanche in caso di vittoria al ballottaggio. All’avvocato, infatti ,amicherebbe il premio di maggioranza anche apparentandosi con tutti. E questo perché, dall’altra parte la coalizione di Riserbato ha incassato il 57 per cento dei consensi, scavando un solco decisivo fra sé e gli avversari.

Ma anche Gigi Riserbato, quantunque potrà sfruttare politicamente a suo vantaggio questo problema dell’avversario nell’appendice di campagna elettorale, non ha molti motivi per dichiararsi soddisfatto: lui, infatti, si è “fermato” al 46 cento, undici punti percentuali meno del suo schieramento. Tutti lo hanno letto come un “effetto primarie” al contrario che, traducendosi in un consistente voto disgiunto, sembra avere privato il candidato sindaco del sindaco del centrodestra di una possibile vittoria al primo turno.

Riserbato, però, potrà ben consolarsi, però, sulla base di un doppio scenario di consiglio comunale in cui, anche nel peggiore dei casi, la maggioranza ce l’avrebbe il centrodestra. Con Riserbato sindaco, i seggi della sua maggioranza sarebbero 20: il Pdl ne avrebbe 11 (Franzese, De Toma, Gargiuolo, Corrado, Uva, Ferri, Lima, Musci, Savino, Sotero, De Simone), 4 andrebbero alla Puglia prima di tutto (Sonatore, di Leo, Brescia, Gagliardi Riccardo), 2 al Movimento politico Schittulli (Damascelli e Paolillo), 1 ad Alleanza di centro (Di Pinto), 1 a Trani libera (Altamura).

Dall’altra parte, vi sarebbero i tre candidati sindaco, (Operamolla, Ferrante e Triminì), e la ripartizione dei seggi sarebbe la seguente: 3 seggi all’Udc (Maiullari, Tortosa, Gagliardi Giuseppe);

2 ad Uniti per Ferrante (Laurora Tommaso e Cognetti); 2 al Pd (Avantario e De Laurentis); 1 ai Verdi (Laurora Francesco); 1 a Sel (Santorsola).

In caso di vittoria Operamolla, la coalizione di Riserbato perderebbe il consigliere di Trani libera, mentre quella del sindaco vedrebbe un sorteggio per un seggio fra Fli e Tranimò, che hanno chiuso con gli stessi voti di lista: in questo caso, a seconda della rispettiva faccia all’aria della monetina, entrerebbero in consiglio Giacomo Marinaro o Nicola Caressa.


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