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Trani, maxi risarcimento di tre milioni alla Rea per il termovalorizzatore revocato. Il Tar del Lazio riconosce la metà della somma all'Amet

Quasi tre milioni alla Rea di Trani, la metà dei quali andranno direttamente all’Amet. È la somma che il Tar del Lazio ha disposto che la Regione Puglia paghi alla società mista che si era aggiudicata la gara pubblica, indetta dal governo pugliese, per il termovalorizzatore.

Il bando era stato esperito e la Rea se lo era aggiudicato. Successivamente, però, il governatore Vendola aveva modificato il piano dei rifiuti rispetto a quello approvato dal suo predecessore, Fitto, e pertanto aveva disposto la realizzazione di alcuni impianti a Manfredonia, Brindisi e Taranto, ma revocato quello di Trani.

I proponenti il progetto impugnarono tale provvedimento e, oggi, il massimo tribunale amministrativo ha riconosciuto loro il danno causato da una gara esperita e poi revocata. Il risarcimento in loro favore non cambierà il piano dei rifiuti (e quindi il termovalorizzatore in ogni caso non si farà), ma ristorerà l’Ati appulo lombarda in misura, evidentemente, più che congrua.

Soddisfazione è stata espressa dal presidente e Ad di Amet, Ninni De Toma: «La decisione del Tar del Lazio inchioda il presidente Vendola alle sue responsabilità e ne smaschera la superficialità con cui, probabilmente, revocò una gara già esperita. Peraltro, contemporaneamente indiceva altri bandi nel territorio regionale, tutti regolarmente vinti dal gruppo Marcegaglia, che poi ha realizzato le opere. L’unico progetto revocato è stato il nostro, con motivazioni che, evidentemente, il Tar ha ritenuto infondate. Adesso potremo investire quelle somme nel’implementazione dei servizi dell’Amet, puntando soprattutto al ritorno dell’azienda alla produzione di energia».


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