Si è conclusa oggi la serie degli incontri in radio con il candidato sindaco Ugo Operamolla.
Per rompere il ghiaccio facciamo una domanda frivola: lei preferirebbe giorni di pioggia o di sole durante le votazioni di domenica e lunedì? E poi, quale sensazioni ha in vista del ballottaggio?
Il tempo è mutevole, come è mutevole il pensiero delle persone. Io non colgo le sensazioni, preferisco non coglierle. Qui si pensa al futuro della città, si cerca di proiettarla in una visione diversa e credo sia un fattore molto positivo.
Quale punto cardine possiamo ritrovare nella sua campagna elettorale?
Il cambiamento, un cambiamento consapevole arriverà e ne sono certo. Potrebbe esserci anche un cambiamento consapevole condiviso con una pluralità di soggetti, il cambiamento non deve essere obbligatoriamente colorito politicamente. Questa città non può essere abbandonata a sé stessa. Proiettare la nostra città nel commissariamento è dannoso. Se i consiglieri comunali ritengono di rappresentare la città non possono che condividere le scelte condivise dal prossimo sindaco, altrimenti darebbero soltanto un'immagine alla città di eletti per difendere una parte politica e basta.
Dopo le dichiarazioni di Riserbato all'interno di un programma televisivo registrato ieri, che non abbiamo avuto ancora modo di ascoltare, come intende replicare?
La dichiarazione sarà ascoltata oggi, non è una circostanza che riferisco io. Se davvero qualcuno pensa, in caso di vittoria mia, di dare "dimissioni collettive" io ritengo che sia complice di un atto di irresponsabilità. La città ha eletto un consiglio, e questo consiglio deve tutelare l'interesse della città, non quello di una sola parte politica.
Lei ha avuto l'appoggio di diversi partiti anche di altre coalizioni, da Fds, Briguglio, Triminì: come considera queste convergenze?
Vanno apprezzate. E dalle dichiarazioni di tutti scaturisce che noi non tentenniamo, la nostra linea di condotta è coerente ed unitaria. Sarebbe stato anche possibile fare apparentamenti perché avremmo complicato la vita ai conteggi numerici ma abbiamo voluto conservare la nostra linearità.
L'unica intesa che non è scattata è proprio quella con Fabrizio Ferrante che in occasione del suo ultimo incontro pubblico, ha dichiarato alla stampa di aver avuto un incontro con lei ma che ha potuto ascoltato soltanto il "nulla".
Bisogna interpretare questo nulla. Potrebbe trattarsi semplicemente di incomprensione. Per quello che so, i suoi problemi sono figli di contrasti con la dirigenza del vecchio partito e non con me, non ci sono problemi personali. Parlando con me, Fabrizio Ferrante, mi disse: io appoggio l'avvocato Operamolla solo se chiarisco con il Partito Democratico. Questo chiarimento evidentemente non c'è stato.
Silvestris nelle ultime ore ha parlato di carrozzone circense riferendosi alla sua coalizione. Come risponde a queste affermazioni?
Io non entro nel merito del lessico altrui, né tanto meno nel modo di porsi nel rispetto di se stessi e degli altri.
Ieri abbiamo chiesto all'avvocato Riserbato quale quadro economico abbia del Comune. Ha dichiarato che i diversi cambi tra dirigenti ed assessori hanno danneggiato la stabilità finanziaria di Trani. Lei cosa ne pensa?
A mio modo di vedere, scaricare le responsabilità di una situazione finanziaria molto difficile del Comune di Trani soltanto su dirigenti ed assessori, mi pare un po' un alibi. La direzione delle finanze pubbliche deve essere sotto la guida del sindaco. La situazione dei bilanci del Comune di Trani è quanto mai precaria. Il bilancio del 2009 è stato dichiarato inattendibile dalla Corte dei Conti e questo è al margine del Falso in bilancio civilistico, quello dichiarato da un'impresa in pratica. L'inattendibilità di un bilancio di un Ente pubblico mina la stabilità politica di un'amministrazione. E non si trova in una situazione migliore il bilancio 2010, non ancora approvato.
Accanto a tanti altri problemi c'è quello grosso dei debiti fuori bilancio che tra quelli accertati, ne calcoliamo almeno 3-4 milioni di euro. Ma se la Corte dei Conti dichiara inattendibile il bilancio 2009, non immagino cosa possa esserci tra le pieghe di quel bilancio. Qui si rischia il dissesto che giungerebbe dopo 10 anni di amministrazione di centrodestra che non è riuscita a dare una spina dorsale alla stabilità economica comunale.
Si è parlato di arredi, delle tante spese, ma sono solo aspetti folkloristici. Bisogna scavare su tante altre cose. Gli affidamenti diretti, sono uno strumento che consente di badare poco allo stato economico, mentre una gara pubblica consente di pensare e valutare soluzioni migliori. Bisognerà usare molta fantasia amministrativa.
Da tempo ormai non si trasmette più tra tv e radio il Consiglio comunale, all'epoca perché ci dicevano che non c'erano possibilità economiche e per non danneggiare le casse comunali. Pensa che riprendere la radio e video diffusione del Consiglio comunale possa aiutare i cittadini a comprendere in maniera trasparente come viene amministrata la città?
Io penso che il Consiglio debba essere a disposizione di tutti, e quindi si debba trovare una soluzione complementare tra chi vuole seguirlo da casa, chi in auto, chi al pc. Per quanto riguarda i fondi, vedremo. Bisogna sempre ripartire dal problema affidamenti, ci vuole molta trasparenza in quanto il cittadino deve essere messo in grado di valutare quali siano i perché vengano scelti determinati soggetti, quali siano i costi, i risultati della gara. Fare una gara pubblica per affidare la radio e video diffusione anche del Consiglio sarebbe una scelta ottimale. Se, poi, non dovessero esserci i fondi in bilancio, si potrebbe attingere all’indennità di sindaco che io dichiarato che lascerò disponibile a fini istituzionali.
Parlando di cultura e di teatro comunale, quale futuro prevede per la nostra città?
A me lo spettacolo teatrale è sempre stato molto gradito, ho sempre cercato di seguire le evoluzioni italiane in materia. Le rispondo sollecitato da uno stato personale. Si perde nella notte dei tempi il teatro come espressione di civiltà, tra la satira e le opere che mettevano in mostra la società di una determinata epoca. Il teatro è un luogo di crescita, un tempo di sviluppo. A Trani c'è un grande problema: non c'è modo di dare voce agli artisti cittadini. Io avendo avuto incontri con operatori economici ho avuto la sensazione che forse qualcosa si potrebbe fare per il Supercinema.
Nella sua coalizione ci sono tanti soggetti, molto diversi tra di loro per il passato ed il presente politico. Su termovalorizzatore, biomesse e cementeria per esempio?
Il passato delle persone della mia coalizione mi interessa fino ad un certo punto. A me interessano gli impegni che quelle stesse persone hanno preso per il futuro e sono tutti coerenti ed in linea con le dichiarazioni programmatiche che noi abbiamo enunciato. Non credo possano esserci incertezze sotto questo profilo. I due principi che segnano lo sbarramento per intraprendere procedimenti di ogni genere: salute pubblica e tutela beni ambientali storici e paesaggistici. Tutto quello che possa avere a che fare con lo sviluppo economico, deve rispettare questi due principi basilari.
L'Amet deve tornare a produrre energia, quale progetto vedrebbe bene?
C'è uno immediamente realizzabile: fotovoltaico ma con gara pubblica e non affidamenti diretti, perché si favorirebbe soltanto qualcuno. Poi c'è la questione del recupero del biogas dalla discarica. L'Amiu sta coltivando questo progetto di realizzarlo da anni ma non è stata messa in grado di realizzarlo. Tant'è che oggi per rimanere nei limiti di accettabilità per utilizzare la discarica, il biogas viene bruciato con dei camini ma questo viene fatto solo per evitare che venga chiusa ma non per sfruttare il biogas.
Molti ci chiedono di fare domande sul lavoro che non c'è, anche se sappiamo che si possa cadere nel generico senza dare risposte concrete. Lei come risponderebbe?
Il pubblico può offrire molto poco per i cittadini. Può solo provocare un allargamento della piattaforma occupazionale con investimenti dall'esterno. Il problema, per la garanzia della città, è che poi coloro che sono i destinatari di questi strumenti è che garantiscano pari diritti a tutti e non favoriscano amici degli amici. Se dovessi diventare sindaco, io garantisco che non dovranno esserci pressioni di alcun genere, né si favorirà un certo ceto escludendo gli altri.
Quale il suo appello finale agli elettori?
Sarò grato a chi cambierà opinione nei miei confronti, ma anche e soprattutto a chi non ha ancora votato. Oggi non basta più lamentarsi, si ha di fronte l’ultima opportunità per cambiare.
