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«Trani 2012», sul voto fotografato «Tranimò» e «Pertini» lanciano l'allarme. Ma un presidente può perquisire un elettore?

Un presidente di sezione elettorale è chiamato a fare osservare il rispetto della legge all’elettore che si appresti ad esercitare il diritto del voto. Nel caso si verifichino episodi che valichino i confini della legalità, nella qualità di pubblico ufficiale può disporre delle forze dell’ordine presenti nel plesso che funge da sede di votazione.

Da alcuni anni, nella dotazione delle sezioni elettorali, figura un manifesto che i presidenti sono tenuti ad affiggere nella sala di votazione per informare gli elettori delle conseguenze, penalmente rilevanti, derivanti dall’eventuale ripresa video o fotografica del voto espresso. Esiste anche un registro per l’annotazione degli strumenti, atti ad effettuare tali pratiche, che l’elettore è chiamato a consegnare al presidente, insieme con la tessera elettorale, per prevenire i predetti comportamenti illeciti.

La rimessa di tali strumenti, però, è affidata al senso di responsabilità e coscienza di ciascun cittadino. Il presidente può esortarlo, ma non forzarlo ad un atto che rientra nel dovere dell’elettore e non del responsabile della sezione elettorale. Peraltro, un presidente, senza una valida ragione preliminare, non può perquisire né fare perquisire un elettore al fine di ispezionare l’eventuale detenzione di strumenti atti alla ripresa video fotografica del voto. È, invece, tenuto a segnalare alle forze dell’ordine eventuali anomalie che dovesse scorgere o udire all’interno delle cabine, da lampi di luce a suoni di scatti.

Da ultimo, non va dimenticato che, quanto più si osservano pedissequamente tali pratiche per la tutela preventiva del voto, tanto più si rallentano le operazioni di votazione determinando code e spazientendo elettori più avanti con gli anni che, in queste occasioni, non hanno la possibilità di attendere il loro turno seduti, magari provvisti di un numero dispensato della macchinetta elimina code presente nei più comuni uffici pubblici.

Ciò premesso, riportiamo le seguenti note della lista Tranimò (che si è rivolta anche al Prefetto) e del movimento “Pertini”.

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Garantire il regolare svolgimento delle operazioni di voto nel turno di ballottaggio. Per raggiungere questo obiettivo, la lista Tranimò-Operamolla ha chiesto al Prefetto ed alle forze di polizia di predisporre tutte le misure idonee ad assicurare il rigoroso rispetto dell'art. 1 comma 1 del D.L. n. 49/2008 a norma del quale «è severamente vietato introdurre nelle cabine elettorali telefoni cellulari o altri dispositivi diretti a fotografare e/o registrare immagini», rammentando altresì che la violazione costituisce reato penalmente sanzionato con l'arresto da 3 a 6 mesi e con l'ammenda da € 300,00 ad € 1.000,00.

D'altra parte dagli articoli di stampa successivi alle elezioni del 6 e 7 maggio risulta chiaro che il telefono cellulare è ormai il mezzo in tutta Italia e soprattutto nel meridione per il controllo dell'espressione del voto oggetto di scambio illecito. In tale situazione, dilagante anche nella elezione del Comune di Trani, si ritiene indispensabile sollecitare tutte le Forze dell'Ordine del territorio a porre in essere le misure ordinarie e straordinarie dirette a preservare la legalità e la libera espressione del voto, senza possibilità di controllo del voto da parte di organizzazioni illecite attraverso la foto con il cellulare.

Riccardo Perfetto (Tranimò)

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Nell’ambito dell’attività politica e sociale è indispensabile l’osservanza delle regole: ne siamo da sempre fermi e convinti assertori. E il principio di legalità, in uno stato di diritto, non dovrebbe essere mai, per alcun motivo, reso vulnerabile.

Nel primo turno delle elezioni amministrative, svoltesi il 6 e il 7 maggio scorsi, abbiamo potuto constatare come spesso (per non dire sempre) all’interno dei seggi elettorali né le forze dell’ordine, né il Presidente di seggio e i suoi collaboratori abbiano tutelato fino in fondo la segretezza del voto: ci riferiamo ad episodi in cui degli elettori hanno espresso il proprio voto senza aver chiuso la tendina della cabina elettorale e ad episodi (a nostro avviso ben più gravi) in cui si è potuto accedere alla cabina elettorale senza essere invitati a depositare sui tavoli del seggio il proprio telefono cellulare o altri dispositivi elettronici come per esempio una fotocamera digitale.

Se a ciò aggiungiamo il fatto che in quasi tutte le sezioni le schede elettorali sono state consegnate chiuse e non dispiegate come precede la legge, allora il quadro diventa più complesso e “pericoloso”.

In vista del ballottaggio del 20 e 21 p.v., speriamo che alla “superficialità” di cui sopra venga posto rimedio.

Invitiamo, quindi, tutti i soggetti coinvolti (forze dell’ordine, presidenti di seggio, scrutatori e rappresentanti di lista) a far sì che le elezioni avvengano nel più completo rispetto delle regole, facendo innanzitutto consegnare agli elettori qualsiasi strumento che possa fotografare la scheda elettorale, consegnando la stessa scheda aperta e dispiegata (se, una volta entrato nella cabina, un elettore dovesse trovare dei segni sulla propria scheda che possano invalidare il suo voto, non può richiedere che la stessa venga sostituita) e vigilando in tutti i modi prima, durante e dopo le operazioni di voto.

Si adottino questi accorgimenti per evitare di incorrere nel cosiddetto voto di scambio che, in Italia e quindi anche a Trani, è ancora considerato un reato.

Mimmo Ferrara - Claudio Cuccovillo (Associazione Sandro Pertini)

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