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Trani, il preside dell'Itc attacca: «Nonostante i lavori della Provincia, siamo ancora invasi dall'acqua»

C'è stata la protesta degli studenti, che con fantasia e creatività avevano inscenato una gara di barchette di carta dinanzi all'Istituto Tecnico Commerciale, gli articoli hanno fatto scalpore e la Provincia si è attivata: per risolvere il problema del lago d'acqua che si formava all'ingresso di via Gran Bretagna per colpa (?) dello scivolo, sono stati realizzati alcuni gradini ed uno scivolo per disabili tutt'oggi chiuso, costringendo veicoli e persone ad entrare da via Gaetano Salvemini.

Questi lavori però, come ci ha spiegato il preside, il professor Michele Faraone Mari, sono stati eseguiti male. Ieri infatti l'ingresso della scuola, dopo mezza mattinata di pioggia, si è riempito d'acqua e, come sottolineano alcuni dipendenti dell'istituto, "dovesse piovere per due o tre giorni, ci allagheremmo anche qui nell'atrio".

Abbiamo incontrato il preside, alla presenza di due professori ed una rappresentante d'istituto: "Ancora una volta siamo costretti a subire le angherie di alunni e genitori che ci rimproverano di passare una giornata scolastica nell'acqua. Ed il problema non si ferma qui all'ingresso, perché al secondo piano abbiamo laboratori inaccessibili quando piove perché cade acqua dentro e l'ho segnalato da mesi ma nessuno ha fatto nulla".

Per quanto riguarda l'ingresso invece, qualcuno si è mosso: "Ricorderete l'articolo di protesta con le barchette, dopo quello sono stati fatti i lavori da parte della Provincia, ma fatti male a detta degli ingegneri. Soldi pubblici spesi malissimo. Chiamo ancora una volta in causa la Provincia e dico che spende male i soldi che investe. La ditta che ha effettuato, tra l'altro, i lavori pare non sia stata ancora pagata. Qui l'acqua si ferma all'ingresso, l'impresa sta aspettando la trivella per risolvere speriamo il problema. Sono anche intenzionato a chiamare Striscia la notizia per mettere fine a questo sperpero di denari pubblici".

Inoltre, il preside Faraone Mari, sottolineando che l'ingresso da via Gaetano Salvemini non ha una visibilità ottimale, ha richiesto uno specchio che non gli è stato concesso subito. "Mi sono umiliato, ho dovuto insistere incessantemente per ottenere uno specchio dal costo di 80 euro circa. Devo ringraziare il capitano Miccoli per essersi attivato ed aver compreso la nostra necessità e così abbiamo ottenuto sia lo specchio che le strisce pedonali".

Ma il preside, come un fiume in piena, non si ferma qui e fa il punto della situazione alberghiero che lo ha visto protagonista di una lotta a mezzo stampa qualche mese con l'assessore provinciale Pompeo Camero. "Mi è stato detto che ho sollevato il problema dell'alberghiero in campagna elettorale ma non credo che ci siano tempi per la verità. Stanno buttando via 583mila euro per l'alberghiero più una quota abbastanza alta per l'affitto. L'istituto tecnico ed il professionale settore alberghiero possono benissimo convivere. Qui si sta solo sperperando denaro pubblico. Qui c'è gente che viene a chiedere aiuto, per i libri dell'anno prossimo, perché le famiglie non ce la fanno più e la Provincia continua a sperperare denaro".

Proprio su questo punto, una professoressa presente ha fatto notare un articolo comparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno, a firma del professore in pensione Filippo Ungaro, che ha insegnato italiano all'Istituto Tecnico Commerciale Aldo Moro (memoria storica della città e di tanto in tanto dipinge elzeviri sul nostro quindicinale Il Giornale di Trani), e sul quotidiano locale già citato ha raccontato della vocazione alberghiera dell'Istituto sottolineando la presenza della predisposizione delle sale mensa.

"Credo sia vigliacco chi occupa un posto istituzionale e non denuncia, a Trani avete perso l'ospedale ed ora state rischiando di perdere anche altre opportunità", chiosa così il professore Michele Faraone Mari.

d.d.


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