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VIDEO. Pablito Rossi a Trani nel giorno del compleanno di Scirea: «España '82 fu il mondiale di tutti gli italiani». Il ricordo di Pertini e la gag con Di Leo

Nel giorno in cui il grande Gaetano Scirea (impareggiale esempio di uomo e campione) avrebbe festeggiato il suo 59esimo compleanno, Paolo Rossi ha vissuto a Trani un autentico bagno di folla e bambini per la presentazione di «1982. Il mio mitico mondiale», scritto a quattro mani con Federica Cappelletti ed edito da Kowalski. L’evento è stato a cura di «Tranilibri», con la collaborazione delle scuole calcio “Ponte Lama” e “Nicola Di Leo”. Intervistato da Nico Aurora, nostro direttore responsabile, il capocannoniere del mondiale vinto in Spagna, al termine del quale fu anche proclamato “Pallone d’oro”, ha ripercorso non soltanto quegli indimenticabili giorni, ma anche il clima che progressivamente aveva portato a quel trionfo.

Un trionfo del calcio italiano e del gruppo guidato da Enzo Bearzot, ma anche e soprattutto di un Rossi rinato giusto in tempo da due anni di ingiusta squalifica per il calcio scommesse del 1980. Un Rossi che apre il suo libro proprio ricordando quanto quel provvedimento lo avesse provato e quanto ne avesse pagato le conseguenze nella parte iniziale del mondiale spagnolo, quando l’Italia non vinceva e lui stentava sotto porta. Poi, all’improvviso, l’impresa contro l’Argentina e, subito dopo, il trionfo contro il Brasile segnato dalla sua mitica tripletta. Rossi avrebbe segnato anche una doppietta alla Polonia in semifinale e la rete apriscatole contro la Germania nel Bernabeu, sotto gli occhi del presidente della Repubblica più amato dagli italiani, quel Sandro Pertini di cui Rossi, nel suo libro riferisce le testuali e storiche dichiarazioni: «Alla faccia delle etichette, a ogni gol mi alzavo e mi scatenavo, e alla fine ho urlato: “Non ci prendono più, non ci prendono più”. Quando arrivammo a Ciampino era un mare di folla. Il giorno dopo li ho portati a mangiare al Quirinale, hanno mangiato come lupi. Da una parte avevo Bearzot, dall’altra Zoff. È stata una delle gioie più grandi da quando sono presidente».

Rossi non ha mancato di parlare dell’Italia prossima a disputare gli Europei di Polonia ed Ucraina. «La squadra è forte e lo sarà di più se Prandelli saprà operare il giusto mix di gioventù ed esperienza. Gli attaccanti sono tutti forti e non so chi possa essere il Rossi di turno». Ma poi annuisce con un sorriso a chi, dal pubblico, grida il nome di Mattia Destro.

Infine, siparietto con Nicola Di Leo, il portiere tranese al quale Rossi avrebbe segnato un solo gol, su rigore, in una partita fra Avellino e Perugia (causalmente le stesse squadre della gara che gli costò la squalifica): Di Leo ha mostrato al suo collega una foto in cui sembra che quel tiro dagli undici metri lo stesse parando, e Rossi, imbarazzato, ha ammesso: «Non ricordo se segnai». E Di Leo sorridendo: «Neanch’io, ma adesso mi convinco che quel rigore te lo parai».

La serata si è poi conclusa con una cena presso il ristorante Pietra Bianca.

Nel breve video a corredo, alcune dichiarazioni rilasciate da Rossi prima della presentazione del libro.


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