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Il «triplete» di Riserbato: «È stata dura. Ora al lavoro»

«Una vittoria molto sofferta, ma proprio per questo bellissima». Gigi Riserbato, travolto dall’affetto dei suoi, commenta così a caldo la sua elezione per un pugno di voti. Sarà stato anche minimo lo scarto, ma la tenacia con cui il candidato sindaco ha tenuto botta per così tanto tempo alla fine lo ha premiato.

Non si deve dimenticare, infatti, che Riserbato è stato in campagna elettorale sin dallo scorso mese di novembre, quando aveva manifestato la sua volontà di correre per le primarie del centrodestra. Da quiel momento ha dovuto sostenere la campagna elettorale per le primarie, quella per lil primo turno e, con un supplemento di stress di cui avrebbe fatto volentieri a meno, anche quelle per il ballottaggio.

Tradito dal voto disgiunto, non è perso d’animo e, quantunque, rimontato, ha rintuzzato il ritorno di Ugo Operamolla battendolo sul filo di lana. «Me lo aspettavo che finisse così – confessa -, perché all'indomani del primo turno delle elezioni, il candidato sindaco rimane in solitudine perché non ha più i candidati al suo sostegno consiglio comunale. Sono contento che questo fenomeno si sia arginato e sono anche molto felice di non avere avuto voti da parte dei poteri forti di sinistra e centro, perché per i poteri forti non ho alcuna forma di rispetto. Sono, peraltro, ancora più felice per le forze minori che mi hanno aiutato e per quelle che spingono alla solidarietà sociale».

Forse Riserbato ha pagato un po’ un carattere che a qualcuno sembrerebbe spigoloso, ma lui lo ridefinisce «forte e determinato, espressione di una forza di volontà massima. Ho portato grande rispetto per gli antagonisti e non mi interessa che l’altra parte non abbia avuto lo stesso metro con il sottoscritto: spero che da oggi si metta da parte l'offesa e ci sia solo collaborazione. Ora ci metteremo subito al lavoro. In un momento storico così negativo, si cavalcava l'onda di tante situazioni per animare un sentimento di antipolitica, ma io ho dimostrato di avere la schiena dritta. E così andrà avanti con il supporto di tanti giovani. Con la nostra attitudine, con i valori cattolico-cristiani, con i valori delle nostre famiglie, noi soddisferemo la fiducia dei nostri cittadini».

Ma il risultato del primo turno l’aveva delusa?

No, perché la mia coalizione aveva superato il 50 per cento e perché il 46 per cento finale restava superiore a quella dei candidati Operamolla e Ferrante messi insieme. Mentre confermo che la vittoria del ballottaggio è stata fantastica: per me è stata la terza dopo le primarie ed il primo turno, il coronamento di una scalata difficile.

Però il voto disgiunto l’ha danneggiata

Ci stava, per i personalismi del voto comunale. Invece a me sembra di avere pagato una campagna elettorale molto concreta, in cui ho provato a mostrare di avere le idee molto chiare presentando progetti ed interventi concreti. Probabilmente ai cittadini interessava ascoltare altro, ma non rinnego nulla di quello che ho fatto, ed i risultati mi hanno dato ragione.

Forse avreste dovuto fare altrettanto nei quindici giorni fra primo e secondo turno? Ad un certo punto avete dato l’impressione di “gestire” il vantaggio dell’anatra zoppa, che vi dava la maggioranza in consiglio comunale a prescindere.

Io credo di averlo cavalcato molto poco, quantunque il vantaggio fosse oggettivo. Noi abbiamo riaffermato i nostri programmi, mentre il mio avversario, se avesse vinto avrebbe dovuto chiedere innanzi tutto chiedere la fiducia al consiglio comunale. Non so come sarebbe andata a finire, e davvero non avrei escluso le nostre dimissioni per determinare subito la sfiducia ad un programma che, inevitabilmente, non era il nostro.

Nei quartiere dov’è andato ha parlato di progetti Ma qual è il quadro economico del Comune per realizzarli? Pare altrettanto oggettivo che lo scenario della ripartizione e dei conti pubblici non sia dei più rosei.

Intanto abbiamo avuto troppi dirigenti, cambiati con frequenza pari agli allenatori del Palermo. E questo ha determinato la mancanza di una continuità della gestione e programmazione dell’ente. A questo si è aggiunta una instabilità politica finale oggettiva. Sicuramente una revisione dell’impianto finanziario è necessaria, ma io intanto ho puntato sulla certezza che i cittadini non pagheranno più tasse e tributi di quelli che ci sono. Anzi, dobbiamo riorganizzare le strutture comunali per assicurarci il massimo gettito dai fitti attivi, dalle alienazioni degli immobili e dalla lotta all’evasione.

Ma è possibile che alcuni gestori delle telefonia siano tuttora morosi? E che un gestore non paghi solo perché l’impianto non è in funzione? Si può porre fine a certi paradossi ed intervenire in maniera radicale?

Se questo fosse vero, a lume di naso credo si sia sbagliato. In linea generale, l’impegno basato sul rigore è assicurato. Servirà un monitoraggio urgente fra gli uffici patrimonio e legale, ma questo conferma che prima serve una totale riorganizzazione della macchina comunale per evitare interferenze. Anche il caso delle strade è eloquente, ed il fallimento della global service e la questione dei ripristini ne sono la dimostrazione lampante.

Sulla cultura, quale sarà il suo impegno per restituire al territorio una Trani di primo piano?

Sarà forte.  La cultura non si può basare su capitoli di spesa, ma d’investimento. Il turismo culturale significa investimento, e manifestazioni come i “Dialoghi di Trani” ne sono l’emblema. Quello è il solco.

Quanto si sente realmente continuità di Tarantini e quanto, invece, portatore di una soluzione di continuità rispetto al sindaco uscente?

Io ho sempre parlato di rinnovamento con uno zoccolo duro che è la coalizione di governo uscente. Un rinnovamento fisiologico già vi è stato con il nuovo consiglio comunale, il resto i cittadini lo hanno positivamente valutato premiandoci fino in fondo. Tutto il resto è strumentalizzazione che denota pochezza di idee e contenuti.

Sarà sindaco a tempo pieno?

Intanto rassegnerò le dimissioni da presidente del consiglio provinciale e credo, dopo una valutazione di merito, che mi metterò in aspettativa dall’ente presso cui presto servizio.

Ha dedicato la vittoria a sua figlia Emiliana sollevandola in braccio davanti ai suoi fan. Oltre questo, quale aneddoto ricorderà di questa campagna elettorale?

C'è gente che ha addirittura pregato per me. E questo è bellissimo perché nei momenti più intimi di un cittadino, di un amico, sono sempre nei loro pensieri. E di questo ringrazio tutti. Davvero. Sono stato ufficiale nella guardia di finanza, ma mi chiamavano tenente o comandante. Io voglio che la gente mi chiami solo Gigi, così come chiamerò per nome tutte le persone qui vicine.

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