Non ha seguito lo scrutinio del ballottaggio in alcun modo, né presso il suo comitato elettorale, né ascoltando la diretta radiofonica, né tenendosi aggiornato dal web: «Ero a casa a leggermi un libro». Ugo Operamolla ha anteposto una buona lettura a quello che, forse, sarebbe stato per lui uno stress inutile. Anche perché la sua parte l’aveva fatta fino in fondo guidando una coalizione che non raggruppava tutto il centrosinistra e che partiva da uno svantaggio molto ampio. L’avvocato, quel margine, l’ha rosicchiato quasi per intero ma non gli è bastato: ha perso per 395 e ne prende atto: «Quella di Gigi Riserbato è una vittoria democratica. La città ha scelto Riserbato ed ora lui ha il diritto e il dovere di governare. Io farò opposizione come annunciai».
Ugo Operamolla, per l’intera campagna elettorale, si è speso per convincere i cittadini che, esprimendo un voto in suo favore, avrebbero avuto l’occasione di imprimere un robusto cambiamento dopo dieci anni di governo di centrodestra. Tenendo conto dello scarto minimo della sua sconfitta, sembrerebbe che il messaggio, quantunque non fino in fondo, sia passato: «Credo proprio di sì – conferma il candidato sindaco uscente -. Io ho proposto alla città un cambiamento e ritengo sia stato anche accettato, ma non totalmente. Però lo ritengo un buon segno e credo che nel prossimo futuro la città sarà governata da forze politiche che proporranno progetti simili al nostro».
Operamolla sarà regolarmente presente in consiglio comunale ed avrà il compito di guidare una minoranza che non comprende, peraltro, soltanto i soggetti politici della sua coalizione. Fra questi anche quel Fabrizio Ferrante, e consiglieri collegati, il rapporto con i quali, per le vicende ben note e che vengono da lontano, sono stati sempre all’insegna si una sostanziale incomunicabilità. Operamolla, tuttavia, si limita a considerare il suo futuro operato: «Io sono sempre stato il capo di me stesso, però state certi che non faremo nessuno sconto alla prossima amministrazione comunale. Da parte nostra né compromessi, né soluzioni che metterebbero a rischio i nostri principi, che difenderemo fino alla fine».
Fra l battaglie che l’ex candidato sindaco di centrosinistra e terzo polo porterà avanti, quella sui conti pubblici del Comune: «Scaricare le responsabilità del disordine in cui si trovano soltanto su dirigenti ed assessori mi pare un alibi – considera Operamolla -, se la direzione delle finanze pubbliche non viene assicurata dal sindaco. Il fatto fondamentale è che la situazione dei bilanci è quanto mai precaria, perché il consuntivo 2009 è stato dichiarato dalla Corte dei conti inattendibile ed il 2010 tuttora non è stato approvato. Ma la relazione acclusa dei revisori dei conti ci dice che le uscite superano di due milioni le entrate. Quindi, affermare oggi che si voglia dare impulso alle entrate attraverso la revisione dei fitti mi pare un po’ ardito».
Lei come razionalizzerebbe la spesa pubblica?
Punterei non solo sugli aspetti folcloristici, ma anche sugli strumenti normativi: meno affidamenti diretti e più gare e/o ricerche di mercato.
Consiglio comunale in radio tv. Lei ripristinerebbe le trasmissioni?
Sicuramente sono dovuti per la trasparenza.
Termovalorizzatore, biomasse e cementeria. Presto se ne tornerà a parlare.
I principi di fondo sono la salute pubblica e la tutela del patrimonio cittadino. Tutto quello che non lede questi principi si può fare. Per esempio, il recupero del biogas dalla discarica a fini energetici. Sulle rinnovabili ci sono soluzioni interessanti, la più efficace delle quali mi sembra, sempre con gare e non affidamenti diretti, il fotovoltaico.
Sul lavoro cosa chiederete all’amministrazione Riserbato?
Che garantisca le pari opportunità, oltre che gli investimenti.
Quale sarà l’immagine che più piacevolmente ricorderà di questa campagna elettorale?
L'affetto dei giovani, perché il futuro sono loro.