La giunta Riserbato (ad otto, con il sindaco nove) sarebbe quasi fatta. Rispetto alle anticipazioni rese quasi due settimane fa da “Il giornale di Trani”, tuttora in edicola, vi sono alcune conferme e delle novità relative all’entrata in scena di nomi che non sono collegabili alle liste dei candidati al consiglio comunale e, in alcuni casi, rappresentano davvero delle mosse a sorpresa dei rispettivi partiti.
Le maggiori conferme arrivano dal Pdl. Qui Peppino Di Marzio sarà certamente vice sindaco, con probabile delega alla Polizia locale. Gli altri tre assessori sarebbero cooptati dal consiglio comunale: Rosa Uva destinata alle politiche sociali; Fabrizio Sotero allo sport; Giuseppe De Simone ai lavori pubblici. Al loro posto, in consiglio, i primi tre dei non eletti: Francesco De Noia, Stefano di Modugno e Michele Scagliarini.
La Puglia prima di tutto vedrebbe il sindaco, Gigi Riserbato, avocare a sé la delega alla cultura, mentre assegnerebbe quella all’urbanistica al geologo Roberto Suzzi. Tale soluzione non altererebbe in alcun modo il gruppo consiliare.
Anche il Movimento politico Schittulli starebbe optando per una soluzione esterna al gruppo consiliare, orientandosi su Giacomo Ceci (per il quale potrebbe contendere la delega ai lavori pubblici al Pdl) e lasciando l’ex assessore Giuseppe Paolillo regolarmente in consiglio comunale.
Sarebbe quello di Salvatore Nardò, invece, il nome indicato da Alleanza di centro, affidandogli attività produttive e turismo.
Non Francesco, ma Michele d’Amore, infine, sarebbe il nome di “Trani libera” per la giunta: si tratta del primo dei non eletti e, in ogni caso, così come sarebbe stato per il fratello, ricoprirebbe il ruolo di assessore alle finanze.
Ancora irrisolto, però, è il nodo della presidenza del consiglio comunale. Se fosse appannaggio della maggioranza, il diritto di scelta spetterebbe al Pdl e, a quel punto, se la giocherebbero Pasquale De Toma e Beppe Corrado, con il primo favorito. Ma è sempre in piedi l’ipotesi di una carica “di garanzia” affidata alla minoranza: in questo caso, doppia pista che porterebbe a Fabrizio Ferrante ovvero, quale consigliere più suffragato da quella parte, Tommaso Laurora.
