«Le diverse dimensioni della discriminazione» è il titolo del convegno, tenutosi al castello svevo, promosso dalla fondazione “Rodolfo Debenedetti”. Si tratta dell’illustrazione dei risultati di due ricerche, coordinate dall’economista Tito Boeri, seguite da tavole rotonde per l’approfondimento degli stessi.
Molte le personalità intervenute, a cominciare dal presidente della fondazione organizzatrice dell’evento, l’ingegner Carlo Debenedetti. Assente, però, il ministro del lavoro e pari opportunità, Elsa Fornero, che ha annunciato un videomessaggio: «È sul lavoro che si giocano le pari opportunità – ha spiegato Elsa Fornero –. Il Ministero è presente su questi temi con le sue attività normative. Tuttavia, anche le migliori norme non bastano se non incidono sui comportamenti e sulla cultura. Il punto non è l’ampliamento delle norme esistenti, ma un’educazione alle diversità. Sotto questo profilo, il nostro paese mostra ancora una grave arretratezza culturale».
«Le opportunità di carriera tendono a cambiare a seconda delle diversità – ha quindi detto De Benedetti aprendo i lavori della giornata -, sfociando nella discriminazione. E questo rappresenta non soltanto un problema etico e morale, ma anche un costo per la società. Talento, preparazione ed esperienza dovrebbero essere i requisiti cardine, ma purtroppo siamo in presenza di valutazioni imperniate su genere, etnica, orientamento sessuale, credo religioso. Le donne sono coloro che maggiormente soffrono dell’effetto della discriminazione, avendo capacità sistematicamente ignorate anche dal punto di vista retributivo. Vi è pochissima attenzione a questi temi sia da parte delle organizzazioni economiche, sia da parte della giurisprudenza. Al governo, nonostante l’assenza giustificata del ministro, rivolgiamo la raccomandazione a prendere in seria considerazione i risultati delle due ricerche promosse dalla nostra fondazione, per restituire ai cittadini la certezza di una società nella quale il principio della meritocrazia non sia in alcun modo scalfito da altre pratiche».
L’assessore regionale al ramo, Elena Gentile, riconoscendo la fondatezza dello scenario emerso dalle ricerche, ha posto in risalto come «il governo pugliese, pur fra mille difficoltà, si stia sforzando di mantenere un’effettiva condizione di pari opportunità, soprattutto nel mondo femminile, in una regione che soffre particolarmente del disdicevole fenomeno delle dimissioni in bianco che riguardano, particolarmente, le donne che dopo la maternità non rientrano èiù nel ciclo lavorativo».
