La calma serafica e la gentilezza dei modi era la stessa descritta dal signor Antonio Tritta, conosciuto da molti come Nino Turenum in veste di cantautore dialettale, quando ci parlò della storia dei tranesi a Kerc ed in particolare di Giulia Boiko Giacchetti.
Una perfetta donna italiana, capace di ascoltare, di attirare l'attenzione dell'ascoltatore quando parla, calligrafia impeccabile e con una dignità immensa nell'accettare la propria condizione di figlia di immigrati. Costretta a vivere la maggior parte del tempo della giornata su una sedia a rotelle in seguito ad un piccolo problema di salute, non ha potuto apprezzare al meglio le bellezze artistiche ed architettoniche della nostra città (come la Cattedrale ad esempio). Senza paura d'esser presa poco sul serio conservava una piccola scatola di plastica sul grembo, aveva il desiderio di portar con sè a Kerch un po' di terra della nostra città, "per dare la possibilità ai più anziani della comunità di toccare la propria storia".
Giulia è figlia di un sogno che ha coinvolto centinaia di tranesi, biscegliesi e molfettesi emigrati in Crimea alla ricerca di lavoro e soldi a metà Ottocento. Uomini e donne provati da un viaggio di fortuna per mare, costretti a subire agli inizi del '900 una storia distorta fatta di silenzi, abusi e pregiudizi. Sabato scorso Giulia ha realizzato un piccolo sogno: ha visitato Trani. "Mi sembra una favola, sono riuscita a vedere la città dove ci sono le mie radici" ripeteva spesso e con il volto tra le mani quasi a voler fermare le lacrime partorite dall'emozione.
L'incontro si è realizzato grazie ad un funzionario comunale, Pasquale Palone, ed al giornalista Rai Tito Manlio Altomare. Una visita rapida, durata poco meno di due ore, durante la quale una guida turistica del luogo (Andrea Moselli) ha accompagnato la rappresentanza nei luoghi più caratteristici del centro storico.
A rappresentare l'amministrazione comunale è giunto l'assessore al turismo Fabrizio Sotero che ha donato a Giulia Boiko Giacchetti un libro sulla nostra città. Il signor Tritta, appassionato di storia locale ed in stretto contatto con i tranesi di Crimea, già regalò all'associazione Cerkio, della quale Giulia è presidente, libri che raccontassero della nostra città e delle nostre tradizioni.
Sabato Tritta ha fatto un ennesimo regalo a Giulia: le ha fatto vedere la palazzina, nei pressi di Scolanova, nella quale molto probabilmente hanno vissuto i suoi antenati. La minoranza tranese in Crimea tutt'oggi vive con enormi difficoltà ed un desiderio impagabile: la voglia di scoprire le proprie radici.
Dagli stessi Tito Manlio Altomare e Pasquale Palone sono giunte ideeinteressanti per ristabilire un contatto ed un filo diretto: scambi interculturali tra ragazzi che da Kerc farebbero visita alla nostra terra per apprendere in loco storia e lingua e ragazzi tranesi che andrebbero lì per insegnare le basi dell'italiano e le tradizioni locali oppure ad esempio una raccolta differenziata nelle scuole per ricavare fondi da inviare alle famiglie tranesi in Crimea.
Ricordiamo anche l'apprezzabile impegno di Nino Turenum che per lungo tempo ha cercato di insegnare persino il dialetto tranese tramite internet ad alcuni soci dell'associazione Cerkio ma come abbiamo potuto ascoltare dalla voce di Giulia Giacchetti, lì hanno grandi problemi di rete e non sempre riescono a collegarsi per aggiornare il sito o leggere le mail.
Se è vero (come è vero) che ogni cosa nel mondo è collegata ad un'altra e quest'ultima ad un'altra ancora, forse dovremmo ritrovare il coraggio di riconoscere le nostre radici anche in questa comunità "lontana".
d.d.
Associazione Cerkio: Vi presento Antonio Tritta.
