Lo stato di raffreddamento delle relazioni sindacali è stato proclamato dal sindacalista, Sig. Francesco di Toma, dell’Ugl a seguito della decisione adottata dal Cda di Amet spa di esternalizzare il servizio di gestione delle buste paga del personale e la relativa consulenza.
Alla proposta del Sig. Francesco di Toma hanno aderito in assemblea solo una ventina di dipendenti su un totale di 82! Per cui è assolutamente errato parlare di stato di agitazione di tutti i dipendenti Amet.
Vorrei evidenziare che attualmente detto servizio è svolto internamente da tre impiegati, il cui costo complessivo per emolumenti diretti a carico dell’Azienda ammonta a complessivi 185mila euro annui e che per svolgere la sopradetta attività essi utilizzano un software il cui costo di manutenzione è di circa 5mila euro annui. Pertanto, il costo complessivo annuo attualmente sostenuto da Amet per la gestione buste paga e relativa consulenza è di complessivi euro 190mila.
Il suddetto importo diviso, per gli 82 dipendenti attualmente in organico, rappresenta un costo annuo per singolo dipendente di circa 2.370 euro.
Per una azienda privata lo stesso tipo di servizio, esternalizzato, costa solo 180 euro annui per dipendente!
I dipendenti Amet che attualmente svolgono il servizio in questione concordano pienamente con l’Ad sia per l’esternalizzazione dello stesso, sia per la propria riallocazione all’interno di Amet.
Devo aggiungere che avevo presentato questo piano, congiuntamente al piano industriale dell’azienda, molti mesi fa alla Rappresentanza sindacale unitaria aziendale, la quale aveva deciso di accordare il proprio consenso alla proposta di esternalizzazione, a patto che si procedesse anteriormente alla riorganizzazione aziendale, le cui procedure sono tutt’ora in corso.
La richiesta della Rsu, così come formulata e risultante dai verbali degli incontri Ad/Rsu, è stata accolta dal sottoscritto.
Ma, il sedicente unico ed assoluto sindacalista Ugl provinciale, sindacato vicino alle mia area politica, (questo la dice lunga sulla mia imparzialità) spalleggiato, incentivato e manovrato da alcuni “quadri” aziendali rappresentanti della più alta inefficienza lavorativa esistente in Azienda Amet, ancorché ex titolari di antiche “rendite di posizione” consolidatesi nel tempo (purtroppo non licenziabili ai sensi delle normative vigenti) in modo maldestro e pretestuoso, calpestando con spregevole arroganza le decisioni della Rsu aziendale, ha costretto, in una scena deprimente, il suo iscritto in Rsu, che aveva espresso posizioni differenti riportate a verbale, a ritrattare il tutto e a conformarsi alla Sua volontà, utilizzandolo a mo’ di ventriloquo e ponendolo in una posizione di contraddizione tipica del personaggio Sig. Francesco di Toma.
Infatti è piacevole ricordare che lo stesso Sig. Francesco Di Toma, da consigliere di amministrazione dell’Amiu di Trani, ha votato favorevolmente alla esternalizzazione delle paghe e della consulenza dei dipendenti dell’Azienda di igiene urbana, mentre in Amet ha invertito il suo pensiero, imbastendo una trama precostituita e tesa a dimostrare ai suoi adepti la sua famosa forza condizionante degli Amministratori di Amet. Tutto ciò non posso non definirlo un tangibile segno di alta coerenza ampiamente dimostrata.
L’obbiettivo del sottoscritto e di tutto il Cda di Amet è garantire l’applicazione dei principi giuridici di economicità, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa posta in essere.
Con fatti e non con parole siamo riusciti a ridurre considerevolmente le perdite di Amet Spa e ci stiamo avviando a chiudere l’anno in corso con un utile di esercizio.
Abbiamo applicato in modo ferreo il codice degli appalti e dei contratti non esitando a denunciare eventuali turbative ed ottenendo risultati importanti.
Abbiamo conseguito in poco meno di un anno risparmi intorno al 30 per cento rispetto ai costi precedente sostenuti con un valore assoluto di economie per un totale di 566mila euro circa….( non ho mai capito se prima erano stolti o… cosa?)
La maggior parte del personale di Amet è efficiente e svolge il proprio lavoro con coscienza, diligenza e dignità, con la voglia di portare avanti il progetto di sviluppo di Azienda presentato dalla nostra gestione amministrativa.
Tutta gente che non si tira indietro davanti al lavoro che rimuove e non crea gli ostacoli che quotidianamente si frappongono allo svolgimento delle proprie funzioni .
Personale che non condivide la presa di posizione di uno sparuto gruppo di giannizzeri al soldo di un capo in cerca di nuova gloria pronto a tutelare posizioni di appartenenza a prescindere dalla qualità del lavoro svolto.
In città ci sono tante persone che per motivi congiunturali hanno perso il lavoro ed è vergognoso che chi introita oltre duemila euro netti mensili, ovvero circa 30mila euro annue ed è stato assunto senza alcun concorso faccia anche le azioni sindacali su questioni di lana caprina, invece di aumentare la produttività senza fare costante ricorso a lavoro straordinario, e richiedere vari premi di produttività creativa.
In questa fase, come Cda, ci stiamo occupando di verificare le efficienze di lavoro dei singoli ed abbiamo scoperto che manca totalmente un piano di manutenzione delle reti. Ci stiamo approcciando a riorganizzare il personale ricollocandolo in posizioni tali da rende più efficiente i servizio pubblico esercitato per certificarne la qualità, ed questa la vera ragione che ha fatto scattare l’azione sindacale pubblicata con un comunicato pieno di falsità ed accuse infondate verso l’Ad.
È bene che, alla città che già sa, vengano ribaditi i reali motivi che si nascondono dietro queste fughe in avanti dell’Ugl.
Ringrazio i lavoratori che hanno espresso solidarietà all’azione mia ed a quella del Cda: a loro ho promesso che andrò avanti con la coscienza pulita per scardinare questi consolidati centri di potere che devono la smettere di esistere in Amet e di ridurre l’azienda a proprio uso e consumo.
Trani 13 giugno 2012
Ninni De Toma (Presidente e Ad Amet Spa)
