La prima giornata dell’undicesima edizione de “I Dialoghi di Trani” si è chiusa in musica con Erica Mou, giovane talento locale, segnalatasi all’ultimo Festival di Sanremo, con il secondo posto raggiunto nella sezione Sanremosocial grazie alla canzone “Nella vasca da bagno del tempo”, e Roberto Angelini, artista eclettico, attualmente impegnato nella realizzazione del suo nuovo album e nel progetto Discoverland con Pier Cortese.
Per l’occasione, Erica Mou e Roberto Angelini hanno suonato e si sono raccontati a Stefano Mannucci, giornalista del quotidiano “Il Tempo”. Tre anni fa, Stefano Mannucci ha dato vita al format “Senza filtro”, una chiacchierata intima con cantautori e cantanti presso la libreria caffè “N’Importe quoi” di Roma.
Nello scenario del castello svevo, Erica Mou e Roberto Angelini hanno regalato ai Dialoghi, una chiacchierata senza filtri, raccontando avvenimenti simpatici e significati della loro vita, intervallati da brani musicali.
A rompere il ghiaccio, è la giovane Erica Mou, nata a Bisceglie nel 1990, e che si racconta ricordando un episodio divertente che l’ha vista protagonista proprio in una intervista-concerto di “Senza filtro” a Roma. Infatti, mentre stava cantando si ricordò che non aveva chiamato la nonna, e la chiamò in diretta, nel mezzo del concerto. Un episodio che sottolinea l’umiltà e la semplicità della cantante.
Tanti sono gli episodi simpatici che i due cantanti ci regalano. Ad esempio, Roberto Angelini ci svela il suo tallone d’Achille: «Purtroppo non so dire di no». E per questo motivo, per pubblicizzare il suo dvd, aveva promesso ai primi cinquanta di inviare loro degli oggettini in Pongo (una delle passioni dell’artista è costruire sculture in plastilina). La promessa è stata mantenuta.
Ad accomunare i due artisti, oltre alla vittoria del premio della critica a Sanremo, è la richiesta di rendere attivo il pubblico durante le loro performance. Infatti, anche la platea dei Dialoghi ha partecipato attivamente, accompagnando i due cantanti.
I due artisti si sono messi a nudo raccontando episodi personale e privati, che hanno evidenziato la loro genuinità e la semplicità, doti indispensabili per dei cantautori.
Ottavia Digiaro
