Anche il Pd ha incontrato ieri l’assessore Attolini, sollevando per prima cosa la carenza di posti letto nella nuova provincia. “Il problema è di fondo – si è detto nella conferenza stampa tenutasi stamani nella sede provinciale di via Aldo Moro -, e risale ai tempi della provincia di Bari, quando vi fu un’eccessiva concentrazione di posti letto a Bari, a discapito del territorio che oggi è indipendente. Ed invertire questa tendenza oggi è difficile”.
In secondo luogo, la situazione di Trani. “Noi – riferisce l’onorevole Mastromauro – lamentiamo un ridimensionamento eccessivo che anche in questo caso viene dal passato, a cominciare dai tagli del 2004 del governo Fitto. E poi, soprattutto, una serie di scelte ragionerestiche, mirate a far quadrare i conti ma non sempre propizie per la difesa del diritto alla salute. Infine, questa disattivazione estiva di ben cinque reparti, tutti costretti a migrare altrove senza che nulla venga a Trani. Noi abbiamo ancora una volta rilanciato la proposta del consiglio comunale che prevede il polo chirurgico a Trani e quello medico a Bisceglie. In risposta, abbiamo avuto una doppia rassicurazione: l’ospedale non chiude; l’ospedale si riconverte in unità di degenza territoriale con assistenza h24 di medici di base e poliambulatorio. Quanto al nuovo ospedale, noi avremmo preferito che questa discussione fosse nata con la prima pietra del nuovo ospedale già posta. Invece, al momento, Bisceglie passa da 154 a 161 posti letto, mentre Trani scende da 101 a 77. Resta il fatto che l’ospedale della Bat si farà, ma noi chiediamo che tali impegni vengano formalizzati in qualche modo e qualsiasi sede, ma nero su bianco”.
“Purtroppo – aggiunge il segretario provinciale del Pd, Andrea Patruno -, si sarebbe dovuto emanare un bando per la localizzazione di un nuovo ospedale da almeno 400 posti letto. Si esca dalle logiche campanilistiche e si trovi una soluzione oggettiva ed utile per tutti. Se non ne fosse capace la conferenza dei sindaci, il bando lo emani la Regione. Questo dovrebbe essere un impegno formale della Conferenza dei sindaci, peraltro convocata lunedì prossimo”.
Per il consigliere regionale, Filippo Caracciolo, “fermo restando che l’asse fra Ministero e Regione va avanti come un carro armato e non si può arrestare, noi possiamo agire, da subito, su riconversione dell’ospedale di Trani e nuova sede dell’ospedale unico”.
Chiosa di Avantario: “E’ inaccettabile apprendere della disattivazione dei reparti nello stesso giorno in cui gli stessi chiudono. Trani merita maggiore considerazione, equità e rispetto nelle scelte che si adottano sul territorio sanitario».
